Come già ieri il sedicenne in sede di convalida dell’arresto, anche l’uomo di 26 anni si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari. Nessuna parola su quello che è successo la notte tra l’11 e il 12 maggio in piazza Mercatale, sull’aggressione a Jacopo Cerbai, il cameriere di 23 anni intervenuto per difendere la titolare del ristorante Casa Targi. Una difesa pagata cara dal cameriere, colpito con una coltellata che gli ha trafitto il cuore e ora vivo per miracolo dopo un complesso intervento chirurgico all’ospedale di Prato. Il 26enne, originario dell’Ecuador, assistito dagli avvocati Paolo Tresca e Anna Coppola, non ha detto nulla. Per lui, accusato di concorso in tentato omicidio, l’accusa ha chiesto che resti in carcere ritenendo concreto il pericolo di reiterazione del reato. I difensori, invece, hanno chiesto l’alleggerimento della misura cautelare: arresti domiciliari o obbligo di firma in considerazione del fatto che l’uomo non ha precedenti penali, che non c’è pericolo di fuga (l’indagato è in Italia in forza di ricongiungimento familiare), che i fatti sono cristallizzati dalle immagini delle telecamere di sicurezza, dalle dichiarazioni dei testimoni, dai riscontri investigativi. Il gip, Francesca Del Vecchio, deciderà quale misura applicare e la decisione dovrebbe arrivare nel pomeriggio. Decisione attesa anche sulla misura cautelare a carico del minorenne, difeso dall’avvocato Maurizio Milani.
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