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Gioco d’azzardo, Prato è la maglia nera in Italia: ogni anno spesi più di 318 milioni di euro


Doppiato il dato totale di Firenze e Livorno messi insieme. Il numero delle persone che si rivolgono al Serd è irrisorio rispetto alle cifre spese e al problema ludopatia in città


Eleonora Barbieri


Con oltre 318 milioni di euro giocati in un anno, pari a 1.800 euro pro capire, Prato è maglia nera in Italia per spesa per videolottery e in generale per i giochi fisici. Firenze arriva a 115 milioni e Livorno 46. Solo Roma e Milano fanno peggio in termini assoluti ma solo perché più abitate. Un dato, relativo al 2022, che spiega l’alta appetibilità del territorio pratese per i grandi gruppi che si occupano di scommesse e gioco. Nonostante il territorio appaia saturo di sale vlt e simili, al Suap del Comune di Prato arriva una nuova richiesta di apertura ogni 15 giorni e di fronte ai dinieghi, basati su un regolamento comunale molto stringente sulla localizzazione rispetto a obiettivi sensibili, fioccano ricorsi giudiziari. Sono una decina all’anno e arrivano fino al secondo grado di giudizio: “Al momento li abbiamo vinti tutti – dice con orgoglio Alessandro Golin, ma è una lotta impari perché abbiamo di fronte grandi studi legali che si attaccano a ogni cavillo”. Se l’offerta non demorde è proprio perché la domanda è altissima. Un dato spiegabile soprattutto con la grande passione per il gioco d’azzardo della comunità cinese, che a Prato rappresenta una buona fetta della popolazione, ma pensare che il problema sia solo orientale è sbagliato, perché ormai i comportamenti compulsivi in fatto di gioco, non hanno colore. A rendere ancora più allarmante il fenomeno sono i dati che arrivano dal Serd di Prato diffusi dalla dottoressa Antonella Manfredi. Ci dicono che il fenomeno è “sommerso”: nel 2023 le persone che si sono rivolte al Servizio per le dipendenze sono state solo 157, 132 uomini e 25 donne, di cui il 90% italiani e solo il 10% stranieri, ma nessuno di questi di origine orientale. Purtroppo per la comunità cinese è fonte di vergogna cercare una consulenza psicologica professionale per smettere di giocare d’azzardo. Non solo, per evitare che lo stigma sociale, spesso nelle famiglie cinesi sono altri familiari a pagare i debiti di gioco dei loro parenti per evitare che il giocatore vada in rovina e si venga a sapere. In generale, comunque, chi si rivolge al Serd, lo fa quando ormai è rimasto senza soldi e ha dilapidato patrimoni: “Non è solo un problema di vergogna. – afferma Manfredi – E’ opinione comune quella di considerare queste forme di dipendenza, come un vizio e non come una vera e propria malattia”.

In un quadro così compromesso con il Dio denaro che da una parte e dall’altra la fa da padrone, le istituzioni possono cercare di lavorare sulla prevenzione. Terminerà il 30 aprile, in attesa di nuovo finanziamento regionale, il progetto triennale “Prato in gioco” che ha permesso un’analisi della situazione attraverso diverse chiavi di lettura: quella dell’unità di strada, quella della mediazione, quella delle interviste, degli sportelli e degli eventi.

Il bilancio dell’esperienza è stato tracciato stamani in Palazzo comunale alla presenza dei rappresentanti delle cooperative e degli enti che hanno portato avanti il progetto. La mappatura del territorio ha permesso di individuare ben 199 luoghi di gioco tra dedicati e misti (bar, circoli, tabaccherie). Luoghi su cui hanno lavorato gli operatori di strada avvicinando 907 persone di cui 48% donne, 77% italiani, 19%cinesi, 2,4% pachistani, il resto altre nazionalità.

Nel periodo che va da febbraio 2023 a marzo 2024, Prato in gioco ha organizzato una serie di eventi di sensibilizzazione sul gioco d’azzardo, al fine di informare e coinvolgere la comunità su questo tema. Sono stati organizzati eventi in luoghi pubblici come parchi, circoli Arci e Acli, centri giovani e biblioteche in modo tale da raggiungere un pubblico più ampio, incoraggiare una maggiore consapevolezza e promuovere alternative sane e positive per il tempo libero. E’ stata anche creata un’applicazione di monitoraggio dei comportamenti di gioco che si chiama DuBetter e il cui nome nasce dalla citazione del film “Do The Right Thing” “Fa la cosa giusta”, con l’obiettivo di portare l’attenzione sulla possibilità di gestire il proprio comportamento di gioco lavorando sul monitoraggio e l’autovalutazione. In DuBetter il Du prende la forma del carattere cinese 赌 Dǔ che significa Azzardo e il Better contiene il riferimento al mondo delle scommesse perché contenuto spesso nei brand e nel marketing del gioco d’azzardo. Si tratta di un diario che permette di registrare il tempo trascorso a giocare, il tipo di giocata, i soldi puntati e persi ed emozioni legate al gioco, fornendo un bilancio graficamente intuitivo, immediato e rapido del proprio comportamento di gioco. 

Il bilancio conclusivo di Prato in gioco ha fornito l’occasione anche per parlare del progetto “Notti di qualità”, che prosegue fino al luglio 2025. Gli operatori di strada continueranno ad essere presenti nelle zone maggiormente frequentate dalla movida pratese per trattare le problematiche presenti – schiamazzi, sporcizia per le strade e parcheggio selvaggio – e riuscire a risolverle inducendo i giovani ad avere un atteggiamento consapevole e rispettoso dell’ambiente che li circonda.

Edizioni locali: Prato
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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