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Già sistemati a Cerreto i profughi: vengono dall’inferno di Misurata e c’è una bimba di 7 mesi. Ne potrebbero arrivare altri, da sistemare a Sofignano e Prato


Redazione


Pur fra mille polemiche alla fine il governatore Rossi non ha fatto nessuna fatidica telefonata per smistare altrove i 13 richiedenti asilo dalla guerra civile in Libia. Oggi pomeriggio, con puntualità, sono arrivati, accolti da un funzionario della Provincia, col quale è iniziato l’iter previsto dalla legge. Prima lo screening sanitario in ospedale, poi la schedatura in questura e la richiesta di asilo politico ai sensi dell’articolo 10 della Costituzione e nel tardo pomeriggio il trasferimento nell’immobile di Cerreto di proprietà della diocesi.Potrebbe essere, di fatto, semplicemente il primo passo verso un allargamento dell’accoglienza ad altri profughi, a condizione ovviamente che la Regione concordi con la Provincia la necessità di smistare altri stranieri. Di fatto l’assessore Loredana Ferrara fa sapere, nella conferenza stampa convocata ad hoc per rendere noti i dettagli dell’operazione d’accoglienza e del progetto d’integrazione che la giunta Gestri ha in mente di mettere in campo, la disponibilità di una struttura di Sofignano (nel comune di Vaiano) e di un circolo Arci a Prato per ospitare altri 7 stranieri. Tornando ai protagonisti inconsapevoli di questa convulsa giornata di cronaca, fra i 13 richiedenti asilo si conta una coppia del Burkina Faso con una bimba di 7 mesi, una coppia nigeriana e 9 ragazzi del Pakistan e del Bangladesh. Tutti si trovavano in Libia da alcuni anni per motivi di lavoro. Il totale farebbe 14, ma la bimba più piccola non viene conteggiata ai fini della procedura per il rilascio del permesso di soggiorno. Che ancora loro non hanno.Dopo essere scampati alle bombe di Misurata per approdare a Lampedusa questo gruppo di immigrati non ha ancora potuto formalmente depositare la richiesta d’asilo. Neanche a Genova, da dove sono partiti in direzione Toscana insieme ad altri 112 compagni di sventura. Automaticamente scatterà per loro il permesso di soggiorno temporaneo dalla durata di 6 mesi, rinnovabile per altri 6: è proprio questo il periodo che si prevede di permanenza nel territorio del Comune. Questi calcoli vanno anche considerati alla luce del cammino d’integrazione proposto da Loredana Ferrara, coi quali si potrebbe aprire uno scenario d’inserimento nella comunità pratese. La giornata tipo sarà articolata in una mattinata dedicata alla scolarizzazione e all’insegnamento della lingua italiana – facendo ricorso ai facilitatori linguistici – per poi dedicare il pomeriggio ad altre iniziative mirate di pulizia dell’immobile o di cura dei fiori. Ci sarà anche un servizio navetta per consentire gli spostamenti all’interno di Prato durante l’arco della giornata. Ogni mattina e ogni sera, inoltre, ci sarà un appello tenuto da parte degli organizzatori dell’Opera Santa Rita, cui spetterà l’eventualità di segnalare alla prefettura la fuga di alcuni componenti. I primi giorni per garantire la loro incolumità dovrebbe vegliare sulle loro vite un’auto della questura.

Carlandrea Adam Poli

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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