Il 3 febbraio 2023 fu fermato a Trieste alla guida di una Porsche Cayenne spinta a tutta velocità e con a bordo quattro connazionali appena arrivati dalla Cina e diretti a Prato. Il conducente, Zhang Xiangrui, finì nei guai per favoreggiamento dell’ingresso in Italia di clandestini e oggi, a distanza di poco più di due anni dal fatto, è stato condannato definitivamente. I giudici della Cassazione, infatti, hanno respinto il ricorso presentato dall’imputato che ha cercato in tutti i modi di sottrarsi all’accusa che, però, è stata confermata. A carico dell’uomo anche l’aggravante di aver agito con altre persone, almeno tre, allo scopo di trarne profitto. E infatti, quel 3 febbraio, c’era un’altra auto di grosse dimensioni che sfrecciava per le strade di Trieste ma che riuscì a evitare il controllo degli agenti. E’ stato ritenuto che anche su quella ci fossero dei clandestini diretti a Prato perché nel bagagliaio della macchina fermata furono trovate valigie e documenti intestati a persone diverse dai quattro passeggeri e perché uno di loro, sprovvisto di passaporto, disse che il suo borsello era su un’altra auto. Zhang Xiangrui si difese respingendo il ruolo di conducente per il trasporto di clandestini dalla frontiera e raccontando che quel giorno era arrivato dalla Toscana a Mestre per partecipare ad una cena e che su richiesta di un connazionale era andato a Trieste per prendere quattro cinesi da portare a Prato in cambio di 500 euro. Insomma, un favore fatto ad un amico. Una versione a cui i giudici non hanno mai creduto. “Emersa la partecipazione dell’uomo ad un’attività commessa in concerto con più soggetti con i quali è stato ritenuto responsabile del compimento di attività dirette a procurare l’ingresso in Italia di cittadini straniero”, si legge nelle carte. Insieme a questo, il fatto che l’uomo fu trovato alla guida della macchina e dunque, per i giudici, inserito pienamente nell’organizzazione: “E’ stato evidenziato il ruolo di autista, considerato cruciale per l’intera operazione di trasporto”.
Riproduzione vietata