Doveva essere un colpo preparato nei minimi particolari quello messo a segno ai danni dell’Istituto Medico Toscano di via Barsanti la notte tra lunedì 18 e martedì 19 maggio. Un colpo probabilmente su commissione, che puntava ai costosi macchinari sanitari presenti all’interno della struttura. E quando i ladri hanno capito che non avrebbero potuto portare a termine la missione, ecco che si sono sfogati vandalizzando i locali.
A mandare a monte i loro piani è stato l’amministratore unico Alessandro Brafa che intorno alle 2 di notte si è precipitato in via Barsanti insieme al metronotte quando è scattato l’allarme, mettendo così in fuga i ladri che pensavano, invece, di aver disattivato il dispositivo.





“Durante il giorno – racconta Brafa – si erano introdotti all’interno degli ambulatori, approfittando dell’afflusso di utenti, e avevano messo del nastro adesivo bianco sui sensori di allarme delle due uscite di sicurezza. Avevano poi anche tagliato il cavo di collegamento con le porte. Probabilmente pensavano così di aver disattivato tutto l’impianto. Invece, verso le 22 di lunedì, quando il personale della ditta di pulizie ha cercato di inserire l’allarme senza riuscirci, il loro responsabile mi ha chiamato e io ho dato loro il codice per escludere solo i sensori che in quel momento non funzionavano, attivando invece tutti gli altri”.
Così, quando i ladri sono entrati dopo aver forzato una delle uscite di sicurezza e si sono inoltrati nella struttura, l’allarme è scattato. “Dovevano essere almeno in tre o quattro – prosegue Brafa – perché nei pochi minuti che avevano a disposizione hanno rovistato in molte stanze. Contanti ce n’erano pochi, anche perché ormai le prestazioni sanitarie vengono pagate tutte con carta. Ma secondo me non era quello il loro obiettivo: abbiamo trovato numerosi arnesi da scasso e anche una scala, abbandonata durante la fuga. Era poi stato forzato anche il lucchetto del cancello che dà accesso al cortile. Immagino che avessero un furgone sul quale caricare i macchinari sanitari che volevano rubare”.
Prima di fuggire, come detto, i ladri si sono però sfogati vandalizzando la struttura: “Hanno rotto alcune porte a vetri – dice Brafa -, distrutto monitor e persino stracciato referti e cartelle cliniche dei pazienti. Un vero macello”.
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