Una patacca da poche decine di euro il lingotto trovato negli uffici della Squadra mobile di Prato la cui sparizione era stata denunciata dalla moglie del cinese arrestato il 21 marzo scorso per possesso di armi. E’ quanto emerge oggi, sabato 4 aprile. In un comunicato, il procuratore conferma la notizia che era già circolata nelle ultime ore sul lingotto e cioè che si tratta nella realtà di un falso realizzato con rame, nichel, zinco, stagno e una bassissima percentuale di oro, circa il 3 per cento. Il lingotto è stato trovato nell’ufficio di un ispettore che è indagato insieme ad altri sette colleghi della squadra mobile. A carico dell’ispettore l’accusa è di peculato, mentre gli altri poliziotti sono accusati di falso ideologico. E’ emerso che in seguito alla perquisizione che aveva portato all’arresto del cinese, la moglie aveva denunciato la sottrazione di un lingotto d’oro, di un’ottantina di bliste di viagra da cinque pastiglie ciascuno, di due borse di marca e di una telecamera. Il giorno dell’arresto del marito – viene spiegato – “la donna era stata chiamata in questura e qui le erano stati restituiti due ulteriori lingotti falsi che avrebbero dovuto essere utilizzati per commettere truffe e alcune borse”.
La perquisizione negli uffici della questura ha consentito di ritrovare il lingotto e 400 pasticche di viagra; tutto è stato rinvenuto nell’ufficio dell’ispettore e in un ufficio accanto. “Tali oggetti – scrive la procura – non risultano essere stati riportati nel verbale di sequestro del 21 marzo”. dTornando alla donna, per lei erano scattate le manette pochi giorni fa dopo una perquisizione nella casa in cui vive e dove erano stati trovati ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale riempiti di tondini di piombo e 345 cartucce. La donna è comparsa davanti al giudice delle indagini preliminari che ha emesso un provvedimento di obbligo di firma tre volte a settimana. Ordigni e cartucce sono stati trovati in una stanza nella disponibilità della donna all’interno della casa di un connazionale che a sua volta si trova ai domiciliari per la detenzione di 649 monete da 2 euro contraffatte ma fedelmente riprodotte.
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