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Durante il colloquio con un detenuto tenta di ‘piazzare’ un telefonino, la polizia penitenziaria sventa il piano


E' successo ieri quando una donna ha chiesto di usare il bagno allo scopo di nascondere un cellulare destinato ad un recluso. Il suo atteggiamento ha insospettito gli agenti in servizio. Sappe: "Servono tecnologie di contrasto all'introduzione e all'utilizzo dei telefoni cellulari"


Nadia Tarantino


Il tentativo di far entrare un telefonino – l’ennesimo – nel carcere della Dogaia, è stato sventato dalla polizia penitenziaria. A darne notizia è il Sappe. Il fatto risale a ieri, martedì 14 luglio, quando una donna, nel corso di un colloquio con un detenuto, ha chiesto di usare il bagno e qui ha nascosto uno smartphone che successivamente, se non fosse stato per l’intervento degli agenti, sarebbe stato recuperato da uno dei detenuti che lavorano nella struttura e che, perciò, hanno accesso anche ai servizi igienici riservati al pubblico. Il controllo degli agenti, insospettiti dal modo di fare della donna, ha portato subito alla scoperta del telefonino. “Ancora una volta – dice Francesco Oliviero, segretario regionale del Sappe – emerge con chiarezza quanto il fenomeno dell’introduzione di telefoni cellulari negli istituti penitenziari rappresenti una minaccia concreta per la sicurezza delle carceri. I cellulari consentono ai detenuti di mantenere contatti non autorizzati con l’esterno, eludendo i controlli previsti dall’ordinamento penitenziario e compromettendo l’ordine e la sicurezza interna. L’episodio di Prato – continua Oliviero – dimostra l’elevata professionalità del personale di polizia penitenziaria che, nonostante le carenze di organico, continua a garantire con senso del dovere la sicurezza e il rispetto della legalità”.
Il sindacato rinnova all’amministrazione penitenziaria la richiesta di maggiori investimenti in tecnologie utili a contrastare l’introduzione e l’utilizzo illecito di telefonini, oltre che potenziare gli organici del personale in servizio”.
Contro l’ingresso di telefonini, sim card, microtelefoni e sostanze stupefacenti è molto impegnata la procura di Prato che nel corso degli ultimi mesi ha disposto numerose perquisizioni e relativi sequestri.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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