Due aggressioni in poche ore e il carcere di Prato torna sotto i riflettori. Nella serata di ieri, mercoledì 13 maggio, un detenuto magrebino si è scagliato contro il comandante ferendo con un frammento di ceramica tra quelli ricavati dalla distruzione dei sanitari presenti in cella; l’intervento immediato degli agenti hanno evitato danni maggiori al comandante che è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Stamani, invece, un altro detenuto nordafricano ha colpito un agente con un bidone per l’immondizia dopo il rifiuto a una videochiamata non autorizzata. A darne notizia è il Sappe. Donato Capece e Francesco Oliviero, segretario nazionale e segretario regionale, denunciano la situazione di forte criticità. “La frequenza delle aggressioni è inaccettabile – dicono – i colleghi operano in grande difficoltà, con pesanti carenze di personale ma sempre con professionalità. Chiediamo all’amministrazione penitenziaria di sospendere il trasferimento a Prato di detenuti ad slta pericolosità e con profili di particolare violenza. La situazione è al limite, serve un segnale forte”.
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