Ancora disordini nel carcere della Dogaia. Un sovrintendente della polizia penitenziaria è finito all’ospedale dopo essere rimasto vittima di un’aggressione da parte di due detenuti. È successo intorno alle 20.30 di oggi, venerdì 20 settembre, nella zona ‘isolamento’ del reparto di media sicurezza. Uno dei detenuti, un uomo con problemi psichici recentemente trasferito da un altro carcere per motivi di ordine e sicurezza, si sarebbe scagliato contro il sovrintendente colpendolo a più riprese mentre l’altro cercava di tenerlo immobilizzato. Solo l’intervento dei colleghi ha messo fine alle violenze. Vistose le ferite riportate dal sovrintendente che è stato trasportato al Santo Stefano da un’ambulanza inviata dal 118. I detenuti erano stati messi in isolamento perché non nuovi a violenze e intemperanze.
L’episodio ha immediatamente scatenato le dure reazioni del sindacato che torna a denunciare le difficili condizioni di lavoro della polizia penitenziaria in servizio alla Dogaia: “Basta – le parole di Giulio Riccio, coordinatore regionale Fp Cgil – il personale rischia ogni giorno mentre la politica resta inerme. Così non si può andare avanti. Il detenuto autore dell’aggressione di stasera, tra l’altro, è stato mandato a Prato da un altro istituto per ragioni di sicurezza. La situazione non è più tollerabile”. Ivan Bindo, della segreteria provinciale Uil Pa: “Personale aggredito continuamente, detenuti sempre più violenti e problematici, scarsa presenza di agenti e la governance che non riesce a mettere un freno a nulla, allargando sempre di più le maglie e concedendo anche l’impossibile. Questi sono i risultati. I detenuti non vogliono sentire ragioni se una loro richiesta dovesse avere esito negativo. Usano la violenza le minacce perché sanno che è l unico modo per ottenere. Inutile parlare di rieducazione e reinserimento quando anche all interno degli istituti di pena si continua a delinquere.”
Non è la prima volta che il personale della penitenziaria finisce all’ospedale in seguito ad aggressioni e disordini. Lunghissimo l’elenco di denunce, comunicati stampa, appelli affinché si arrivi ad una soluzione con interventi a tutela dei lavoratori. “Ancora un grave fatto – dice il sindacalista della Cgil – ennesima aggressione nell’indifferenza totale”. Rincara la dose il collega della Uil: “Polizia penitenziaria bersaglio di chi delinque fuori e che, una volta dentro, fa anche peggio”.
Riproduzione vietata