E’ stato trasferito dalla Dogaia all’ospedale Santo Stefano per una tac, ma durante l’attesa ha dato in escandescenze seminando il panico tra presenti e sanitari. Protagonista un detenuto che pretendeva di fumare una sigaretta nonostante ciò sia vietato e nonostante l’assenza di aree dedicate ai fumatori. Non contento, l’uomo, una volta uscito dall’ospedale, ha aggredito la scorta colpendo con le manette un giovane agente che ha dovuto ricorrere alle cure sanitarie per una ferita al labbro e lesioni all’altezza degli occhi dovute dalla rottura degli occhiali; il referto parla di trenta giorni per la guarigione. I due colleghi, anche loro finiti nel ciclone di violenza, hanno riportato ferite che guariranno in una ventina di giorni. E’ successo nella notte tra lunedì e martedì 9 settembre. “Soltanto grazie al tempestivo intervento di due poliziotti – il commento di Donato Capece, segretario generale del Sappe – si è riusciti a contenere il detenuto e a farlo risalire sul mezzo per il rientro in carcere”. Rincara la dose la segreteria regionale di Sinappe: “Sdegno e preoccupazione per la grave aggressione ai danni degli agenti”.
La Dogaia, dunque, torna di nuovo alla ribalta per fatti di violenza. “Questo grave episodio – continua il Sappe in un comunicato – dimostra ancora una volta le condizioni insostenibili in cui è costretto a lavorare il personale. Donne e uomini tutti i giorni, con sacrificio e dedizione, lavorano per garantire sicurezza anche rispetto a soggetti poco inclini al rispetto delle regole e lo fanno nonostante turni massacranti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Sinappe: “Un episodio violento e ingiustificabile che conferma, ancora una volta, le criticità operative a cui quotidianamente il personale è costretto a far fronte”. Ed è proprio quest’ultimo sindacato a denunciare quanto avviene nelle celle: “Non è un mistero – scrive – che nella struttura si registrino da anni fenomeni di distillazione di alcol con frutta: una criticità ben nota e più volte segnalata, che contribuisce ad alimentare episodi di aggressività e disordini”.
Per i sindacati non è più rinviabile da parte delle istituzioni una presa di coscienza vera del problema carcere: “L’evento di ieri sera è stato particolarmente critico perché avvenuto all’interno di un ospedale – le parole di Capece – aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, come anche risse e rivolte, sono purtroppo all’ordine del giorno. Per noi è importante a questo punto prevedere un nuovo modello custodiale, serve un intervento urgente per fronteggiare le costanti criticità”. Per il Sinappe il punto sono anche i provvedimenti a carico del detenuto che si è reso protagonista delle intemperanze all’ospedale: “La sua azione non deve essere sottovalutata né sul piano disciplinare né su quello penale”.
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