Aveva provato a candidarsi a sindaco di Prato, prima di essere bocciato dalla commissione elettorale per una serie di inadempienze ed errori nella raccolta delle firme, adesso Mario Adinolfi è finito in manette agli aresti domiciliari su richiesta della procura di Roma che lo ha indagato per i reati di truffa ed evasione fiscale nell’ambito dell’indagine sulla cosiddetta “scommessa collettiva”, un circuito di raccolta fondi da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive.
Si tratta proprio dell’accusa al centro dell’alterco tra lo stesso Adinolfi e l’inviato delle Iene Filippo Roma al termine della conferenza stampa al Pecci nella quale il leader del Popolo della Famiglia aveva annunciato la sua candidatura a sindaco di Prato con tanto di invocazione a Dio e alla Madonna. Candidatura, come detto, bocciata per difetto nella presentazione delle firme. Decisione poi confermata sia dal tar sia dal Consiglio di Stato.
Adesso Adinolfi si trova ai domiciliari. Le indagini – condotte dalla guardia di finanza -, sono partite dopo una serie di denunce presentate da soggetti che hanno affidato all’indagato somme di denaro nella convinzione di partecipare a un “Betting Group”, denominato “Scommessa Collettiva”, ideato e promosso attraverso i social network. “L’attività – spiega una nota – riscuoteva l’adesione di un numero considerevole di clienti che per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili, sono stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro (anche superiori a 100.000 euro per vittima) per l’acquisto di “quote” di partecipazione, senza ottenere (in tutto o in parte) la restituzione delle somme versate e la remunerazione prospettata”. Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio, è “stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sono risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per l’effettuazione di viaggi”.
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