A 12 anni di distanza dal crack del gruppo Stefan, travolto da un passivo di 152 milioni di euro e dichiarato insolvente nel 2013 dal tribunale di Prato, si stanno ancora trascinando le vicende giudiziarie che vedono coinvolta la famiglia di Giuseppe Videtta. Oggi, 8 ottobre, il Tribunale delle misure di prevenzione di Firenze ha rigettato la richiesta della procura che chiedeva la confisca dei beni sequestrati a suo tempo non solo a Videtta, ma anche ai familiari, compresa la figlia Stefania che nell’occasione era difesa dagli avvocati Federico Febbo e Costanza Malerba. E proprio accogliendo la richiesta dei difensori, i giudici hanno rigettato la richiesta di confisca, confermando quindi il dissequestro di tutti i beni – tra i quali case, polizze e auto – già restituiti dopo che Stefania Videtta era stata assolta dalle contestazioni di natura tributaria e fiscale.
La nuova richiesta di confisca di prevenzione era stata avanzata dalla procura di Pistoia, motivandola sulla base della sproporzione tra il loro valore del patrimonio personal e i redditi certificati in quell’arco di tempo, avanzando il sospetto che essi costituissero il reimpiego dei profitti illeciti della bancarotta della società Stefan.
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