Si dovrà aspettare anche qualche settimana prima di conoscere con certezza il destino dell’ex sindaca di Prato, Ilaria Bugetti, e dell’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci, finiti lo scorso giugno sul registro delle notizie di reato della direzione distrettuale antimafia di Firenze con l’accusa di corruzione per presunti favori scambiati a vicenda (leggi). La strada giudiziaria dei due si è divisa dopo che l’ex patron del Gruppo Colle ed ex figura di primissimo piano di Confindustria Toscana nord, difeso dall’avvocato Pier Matteo Lucibello, ha scelto il patteggiamento che, salvo sorprese al momento del tutto remote, dovrebbe essere definito il prossimo 10 febbraio. Così ha deciso oggi, martedì 23 dicembre, il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Firenze, Fabio Gugliotta, che ha aggiornato l’udienza per dare tempo all’imputato di presentare il programma trattamentale dei lavori di pubblica utilità che farà in sostituzione della pena a cinque mesi di reclusione, da scontare in continuazione con quella già patteggiata a febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che coinvolse anche l’ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Prato, Sergio Turini (leggi). La posizione di Matteini Bresci è dunque stata stralciata, mentre resta quella di Ilaria Bugetti (avvocato Pier Nicola Badiani) per la quale la procura antimafia (Lorenzo Gestri, Antonino Nastasi, Lorenzo Boscagli) a breve dovrebbe notificare l’avviso di conclusione indagine (la procedura prevede poi venti giorni di tempo entro i quali Bugetti potrà chiedere di essere interrogata, oppure potrà presentare una memoria, oppure potrà semplicemente attendere la decisione – richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione – dei magistrati).
Due vie, quella dell’imprenditore e quella dell’ex sindaca, che dunque procedono separate.
Per entrambi la procura chiese la custodia cautelare: ai domiciliari per Bugetti e in carcere per Matteini Bresci in considerazione del suo recente pregresso. Quest’ultimo si presentò all’interrogatorio di garanzia e collaborò finendo ai domiciliari, mentre Ilaria Bugetti fu lasciata libera per effetto delle dimissioni da prima cittadina. Per tutti e due furono riconosciuti dal giudice, Alessandro Moneti, i gravi indizi di colpevolezza (leggi).
Se tutto filerà secondo le previsioni, Matteini Bresci sconterà il patteggiamento (5 mesi) in continuazione con la precedente condanna (2 anni e 2 mesi); questo significa che il monte ore di lavori di pubblica utilità, al netto di quanto già effettuato, aumenterà inglobando anche la seconda condanna.
Riproduzione vietata