Due imprenditori cinesi di 50 e 51 anni sono stati arrestati per sfruttamento del lavoro. Nelle loro aziende – la ‘New star’ e la ‘Z&J’ – sono stati trovati complessivamente 13 operai, tutti connazionali e tutti sprovvisti del permesso di soggiorno. Il blitz è stato portato a termine dai carabinieri del Nucleo operativo per la tutela del lavoro di Roma, dai colleghi del comando provinciale di Prato e da personale dell’Ispettorato del lavoro nazionale e territoriale.
Gli investigatori hanno riscontrato gli indici di sfruttamento: retribuzioni inadeguate, turni di lavoro fino a 12 ore al giorno, mancato riposo settimanale.
Il controllo ha riguardato le condizioni di lavoro e di vita degli operai. Nello stabile della New star è stato controllato un appartamento posto al piano superiore e trasformato in dormitorio per i lavoratori “impossibilitati – scrive la procura in un comunicato – ad allontanarsi dal luogo di lavoro in quanto clandestini”.
Le attività delle due confezioni sono state sospese. Il giudice delle indagini preliminari ha convalidato gli arresti e disposto per il 51enne la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali per la durata di dodici mesi.
Contestati diversi illeciti: omessa sorveglianza sanitaria, omessa formazione e informazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza, omessa nomina del medico competente, luoghi di lavoro non sottoposti a regolare pulizia e privi di condizioni igienico-sanitarie.
Nel corso dei controlli sono state elevate sanzioni per complessivi 110mila euro.
L’azione della procura contro lo sfruttamento procede a ritmo serrato. Da febbraio 2025 a oggi sono 168 tra cinesi, pakistani, bengalesi e nordafricani i lavoratori che hanno deciso di collaborare alle indagini in modo da contrastare più efficacemente lo sfruttamento.
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