Seimilacinquecento pacchetti di sigarette sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Prato. Nei guai, con l’accusa di contrabbando, sono finiti due cinesi di 49 e 58 anni, fermati mentre caricavano nel bagagliaio di un’auto scatole particolarmente voluminose che hanno insospettito i militari. E’ successo nella giornata di lunedì 7 settembre in via Chiti, nel Macrolotto 0. Numerose le stecche rinvenute sia nell’auto che nell’abitazione di uno dei due uomini; 125 chili il peso complessivo delle sigarette sequestrate, sia di marchi internazionali che di marchi cinesi comunemente commercializzati anche in Italia, tutte prive dei contrassegni previsti dalla legge e dei sigilli del Monopolio di Stato. Le ulteriori indagini, coordinate dalla procura, hanno consentito di risalire all’origine del tabacco, proveniente da una fabbrica clandestina situata all’estero. I finanzieri hanno accertato che le sigarette erano destinate a rifornire i locali della città. Non solo: le analisi hanno anche confermato che il tabacco, non conforme ai parametri della normativa, era potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori. Altre indagini sono in corso per ricostruire nel dettaglio la filiera del tabacco importato in Italia e la sua distribuzione sul territorio.
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