E’ stato condannato a 8 anni di reclusione, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, il volontario accusato di aver violentato tre giovani donne, una delle quali minorenne all’epoca dei fatti, affidate alle sue cure per i trasporti domiciliari nell’ambito del servizio che l’uomo, 69enne, prestava per l’Auser.
I fatti risalgono ai mesi di novembre e dicembre 2024 e furono le indagini congiunte di Squadra mobile e Municipale a incastrare l’uomo che fu arrestato. Le indagini avevano preso le mosse da alcune riprese casuali fatte dalle fototrappole messe da Alia per contrastare l’abbandono illegale dei rifiuti. Immagini – visionate dal personale della polizia municipale – dove si vedeva il volontario compiere atti sessuali con le donne all’interno del mezzo usato per il trasporto sociale dei disabili. L’uomo aveva infatti il compito di prendere a casa le tre giovani per poi portarle a scuola o nei centri diurni che da loro frequentati. Le immagini, acquisite agli atti, avevano trovato riscontro nelle dichiarazioni delle vittime e portato all’arresto dell’uomo. Nel corso delle indagini è emerso poi un terzo episodio di violenza.
Il volontario era stato quindi accusato dalla procura di aver “usato violenza sessuale, mediante induzione, abusando delle loro condizioni di inferiorità psichica e fisica” nei confronti delle donne. Tesi che è stata accolta dal giudice.
Riproduzione vietata