E’ riuscito a liberarsi delle manette e scappare dagli uffici della Squadra Mobile di Prato. Il protagonista dell’incredibile e rocamboleca evasione è un pericoloso pregiudicato cinese, Jang Bobo, di cui proprio nei giorni scorsi la procura era riuscita ad ottenere dalla cassazione il via libera alla custodia cautelare in carcere. ma l’uomo, una volta bloccato e arrestato dai poliziotti, è riuscito come detto a scappare.
La notizia è stata confermata dalla procura con un comunicato dove si sottolinea l’esigenza “di far conoscere alla collettività la pericolosità e l’insidiosità nell’agire dei soggetti punto di riferimento della comunità cinese nella gestione delle piazze di spaccio della toscana e milanese e l’estrema difficoltà da parte delle istituzioni di contenerne la proclività delinquere”.
Jang Bobo, 38 anni, più volte condannato con sentenze divenute definitive dalle autorità giudiziarie pratesi e milanesi per reati di detenzione a fini di spaccio, il 2 febbraio 2024, mentre era sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, era stato trovato in possesso di circa 20 grammi di metanfetamina, un coltello a serramanico, una pistola semiautomatica calibro 45, varie armi bianche (due macheti, un pugnale e quattro coltelli di varia natura), una fiamma ossidrica artigianale, un trapano a manovella, di due piedi di porco della lunghezza di sessanta centimetri e di una tenaglia.
Dai suoi telefoni erano poi emerse una serie di contatti e interlocuzioni che hanno permesso agli inquirenti di appurare come l’indagato fosse un punto di riferimento per quella parte della comunità cinese che si dedica allo smercio di sostanze stupefacenti, ma anche nella compravendita di documenti contraffatti e di abbigliamento e di accessori di lusso verosimilmente provento di furto.
La procura aveva fin da subito richiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari di rato aveva invece scelto il divieto di dimora nel territorio delle province di Prato, Firenze e Pistoia. La procura aveva fatto ricorso vedendoselo accolto e reso definitivo a seguito del rigetto del ricorso della difesa da parte della Corte di Cassazione, il 3 luglio scorso.
A quel punto le manette erano di nuovo scattate ai polsi di Jang Bobo, che quando era stato arrestato dai poliziotti era stato trovato in possesso di 500 grammi tra Shaboo e di Ketamina e di un bilancino di precisione, con la disponibilità di alcune migliaia di euro, di un passaporto di Taiwan e di due telefoni cellulari. Poi la clamorosa fuga, “possibile – come sottolinea il procuratore Luca Tescaroli – anche in considerazione dell’inadeguatezza degli organici della pur efficiente Squadra Mobile pratese”.
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