Le code fuori dalla Questura di Prato di cittadini stranieri sono, purtroppo, uno spettacolo che ormai si ripete puntualmente, nonostante gli sforzi fatti per accelerare il servizio e ridurre, di conseguenza i tempi di attesa. Adesso, però, viene fuori che quelle code erano in qualche modo “truccate” da un’organizzazione che non esitava a usare violenza su chi non voleva sottostare a pagare una sorta di “pizzo”.
La Procura ha emesso un decreto di perquisizione personale, locale e informatica, con contestuale decreto di sequestro, nei confronti di due cittadini cinesi, entrambi di 47 anni. I due sono ritenuti promotori di un’attività di indebita intrusione nella gestione degli accessi all’ufficio immigrazione della Questura di Prato. In particolare, le indagini svolte dalla Squadra mobile avrebbero fatto emergere il sistema escogitato dai due indagati che, a fronte di compenso di denaro, variabile da mille e a 1.500 euro, inserivano loro collaboratori nelle code (ne sono stati individuati almeno tredici) per conto dei richiedenti di origine cinese, così consentendo loro di ottenere una posizione utile al momento dell’apertura degli uffici. Le indagini hanno poi accertato come in più occasioni fosse stata usata violenza contro chi si inseriva nella fila senza pagare. Tra gli ultimi episodi i due cittadini egiziani, che il 4 gennaio scorso sono stati presi bastonate per estrometterli dalla fila mentre l’ultima aggressione si è verificata stamane ai danni di un pakistano. La Squadra mobile nella perquisizione odierna ha sequestrato ai due indagati documenti su protezione e asilo internazionale e 3.000 euro in contanti.
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