Resta in carcere l’uomo arrestato domenica 5 luglio dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, per aver colpito con una coltellata alla gola il compagno della figlia, al culmine di una lite in famiglia. L’episodio era avvenuto in via Siena al Soccorso e aveva creato molto allarme, anche perché il feritore si era barricata in casa e minacciava di gettarsi dal balcone. Solo l’intervento dei carabinieri aveva risolto al situazione, con i militari che erano riusciti a disarmare e bloccare l’uomo.
Adesso il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per il delitto di tentato omicidio, nei confronti dell’uomo, che ha 68 anni ed è italiano. Il genero, colpito al lato destro del collo con un coltello dalla lama pieghevole lunga sette centimetri, aveva avuto una prognosi iniziale di trenta giorni, successivamente dichiarata riservata dai sanitari.
Come spiega il procuratore Luca Tescaroli, il destinatario del provvedimento cautelare è accusato anche di aver avvelenato la moglie già malata, somministrandole veleno per topi. “Le condotte – dice Tescaroli – sono maturate in un contesto di acredine verso i due figli e i rispettivi nuclei familiari”.
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