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Cane rinchiuso in gabbia senza acqua e cibo: scatta il sequestro delle guardie zoofile Enpa


Intervento in un'azienda cinese del Macrolotto dopo la segnalazione di un cittadino alla polizia municipale. Il proprietario denunciato per maltrattamento di animali. La Lega: "Intensificare i controlli"


Redazione


Lasciato solo in mezzo ai propri escrementi, legato con una catena stretta al collo, in stato di magrezza, con nodi e pelo infeltrito, senza cibo e acqua. E' stato questo lo spettacolo che si sono trovati davanti gli agenti del Nucleo Provinciale Guardie Zoofile Enpa, intervenuti su richiesta della polizia municipale all’esterno di una ditta di confezioni gestita da cittadini di etnia cinese al Macrolotto.
Il cane, di razza simil Chow-Chow, era chiuso all’interno di una gabbia ricavata da un trasportino per merci di dimensioni di m. 1,50 x 0,80. La gabbia era esposta alle intemperie in mancanza di un adeguato riparo dagli eventi atmosferici. E' stato un cittadino a dare l'allarme al Comando della polizia municipale di Prato, che ha subito attivato le guardie zoofile.

L’assenza del titolare della ditta al quale era affidato il cane o comunque al legale detentore, nonché la impossibilità di una corretta gestione dell’animale da parte di qualsiasi persona lì presente, ha fatto scattare il provvedimento di sequestro d’iniziativa della polizia giudiziaria e l’affidamento in custodia al Canile del Comune di Prato. Sono in corso indagini per verificare la legale detenzione dell’animale nonché la provenienza e gli accertamenti amministrativi del caso.
Del fatto è stata informata la Procura di Prato che potrà procedere per abbandono e maltrattamento di animali nei confronti del proprietario.
Il fenomeno dei cani di grossa taglia, acquistati per difesa dai cinesi a Prato si sta espandendo, ed è legato anche al bisogno di sicurezza degli imprenditori orientali, che spesso utilizzano i cani per fare la guardia a capannoni, dormitori o abitazioni.
“Nella maggior parte dei casi sono cani di razza o comunque di grossa taglia, senza microchip identificativo e senza alcuna iscrizione all'anagrafe canina – denuncia Patrizia Ovattoni, segretario provinciale Lega -. Questi animali vengono spesso mal custoditi, legati a catene corte o con collari stretti, poco e male alimentati o maltrattati e tenuti in piccole gabbie, spazi angusti o sui terrazzi, con qualsiasi condizione climatica. E non sono pochi quelli che devono stare in mezzo ai loro escrementi e con le ciotole mezze vuote o addirittura con acqua putrida”.
A denunciare il problema sono state anche le guardie zoofile del nucleo provinciale dell’Oipa, che nel 2017 hanno verificato a Prato 40 casi simili, 30 dei quali riguardano animali detenuti da cittadini cinesi.
“Chiediamo alle autorità competenti di fare ispezioni e controlli – prosegue Ovattoni – anche perché i cani sono spesso ben visibili anche senza entrare nei capannoni o nei cortili. E cogliamo l’occasione per ricordare ai cittadini che possono segnalare e denunciare simili maltrattamenti, perché tutti insieme dobbiamo fermare questo modo incivile di tenere gli animali, trattati come oggetti nel totale disinteresse per il loro benessere. E ormai i cani, come gli altri animali, sono tutelati da leggi e norme ben precise: il loro mancato rispetto deve esporre gli incauti proprietari a tutti i provvedimenti giudiziari del caso”.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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