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Camorra, la Cassazione conferma la confisca del patrimonio del clan Terracciano


Respinto il ricorso presentato dagli affiliati al sodalizio che aveva messo su un impero valutato non meno di 14 milioni di euro


Redazione


La Cassazione ha confermato la confisca del patrimonio del clan Terracciano, il sodalizio che partendo da Prato aveva messo radici nella zona della Versilia, nonché nelle province di Firenze, Pistoia, Prato, Lucca, dove – secondo le accuse – erano state acquisite diverse attività commerciali, usando metodologie tipicamente mafiose, con l’intimidazione dei gestori e con aggressioni fisiche di efferata violenza. Diventa così effettiva la confisca da parte dello Stato di 17 aziende – operanti nei settori della ristorazione, della pulizia e della gestione dei locali notturni -, di 21 immobili (tra i quali una scuderia ed abitazioni di pregio), 11 autovetture di grossa cilindrata e 21 cavalli da corsa, 74 conti correnti e rapporti finanziari di costituzione illecita, mentre a Napoli sono stati sequestrati ulteriori 4 immobili.
La sentenza della Suprema Corte è stata depositata il 17 settembre 2015 e ha definitivamente respinto i ricorsi delle difese di Giacomo Terracciano, Antonio Terracciano, Carlo Terracciano, Francesco Terracciano e di altri appartenenti al sodalizio.
L'inchiesta è nata dalle indagini che il Gico della guardia di finanza di Firenze aveva intrapreso nei confronti del sodalizio criminale evidenziando come le dinamiche d’imprenditoria criminale dell'associazione camorristica prevedessero una preliminare intestazione della proprietà dei locali notturni a terzi conniventi, salvo poi commettervi ogni sorta di illeciti come sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo, favoreggiamento all’immigrazione clandestina, estorsioni ed usura.
I finanzieri del Gico erano riusciti così ad individuare 14 affiliati al clan che avevano costituito, pur a fronte di redditi dichiarati negli ultimi 10 anni del tutto irrisori, un ingente patrimonio per un valore complessivo di oltre 14 milioni di euro.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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