La Cassazione ha messo la parola fine al processo per la violenta aggressione ai danni di Martina Mucci, la cameriera pratese che la notte fra il 20 e 21 febbraio 2023 fu aggredita e sfregiata nell’androne della casa di via della Fonderia dove abitava con la famiglia. I giudici della Suprema Corte hanno confermato le pene inflitte ai tre imputati, per i quali adesso si aprono le porte del carcere. Il principale imputato, Emiliano Laurini, ex della vittima e considerato il mandante, deve scontare 9 anni di reclusione. Pena di 6 anni e 8 mesi per Kevin Mingoia, considerato l’autore materiale del pestaggio insieme ad un minorenne giudicato in un procedimento separato dal tribunale dei minori. Infine 4 anni per Mattia Schininà, ritenuto l’intermediario che avrebbe procurato gli esecutori a Laurini. Ad aggravare la pena per tutti la contestazione del reato di sfregio permanente.
Per Laurini si tratta del secondo duro colpo nel giro di 48 ore: solo due giorni fa, come riportato dalla Nazione, è stato infatti condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi per il pestaggio della fidanzata con cui aveva intrapreso una relazione dopo essersi lasciato con Martina.
Sarebbe stata la gelosia (il movente non è mai stato chiarito fino in fondo) a condannare la donna al brutale pestaggio. L’aggressione si verificò al rientro a casa, in piena notte, dopo il lavoro nel locale nel quale aveva conosciuto e stretto una relazione con il collega Emiliano Laurini. Martina Mucci fu sorpresa alle spalle da due persone incappucciate: una spinta la fece cadere di faccia sulle scale del pianerottolo, poi calci, schiaffi, pugni sulla testa e sulla bocca fino a romperle i denti, colpi al naso e ferite alla cute della testa inferte con un rasoio che doveva servire per tagliare ciocche di capelli. Capelli, bocca e naso: le parti che Martina curava di più. Un pestaggio violentissimo. Gli investigatori ricostruirono tutte le fasi e conclusero che se non fosse stato per un condomino svegliato dalle urla e corso ad accendere le luci delle scale, il finale sarebbe stato anche peggiore. Quando la donna fu picchiata e sfregiata, la relazione con l’ex era finita da qualche settimana. Furono le dichiarazioni della vittima a indirizzare le indagini.
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