Categorie
Edizioni locali

BuzziLab, assolto in appello l’ex preside: cancellata la restituzione di oltre un milione al ministero. Corte dei conti: “Nessuna responsabilità”


A sei anni dalla chiusura del laboratorio di analisi chimiche avvenuta tra proteste, prese di posizione politiche e tentativi di salvataggio, arriva la parola fine della giustizia contabile. Ribaltata la sentenza di condanna a carico di Serniotti, confermate le assoluzioni tra cui quella del direttore Bartolini. Primo esposto alla Corte dei conti firmato da Giorgio Silli e Leonardo Soldi per chiedere verifiche sull'eventuale danno provocato dalla cessazione dell'attività


Nadia Tarantino


Nessuna irregolarità nei conti e nella gestione dei fondi del BuzziLab, il laboratorio di analisi conto terzi dell’istituto Buzzi la cui attività, nel 2019, fu prima sospesa e poi definitivamente azzerata dal nuovo preside per verificare problemi di ordine giuridico. A dirlo, sei anni dopo la dibattutissima chiusura, è la sentenza di appello della Corte dei conti che, ribaltando il pronunciamento di primo grado, ha assolto l’ex preside della scuola, Erminio Serniotti, e ha confermato le assoluzioni del direttore del laboratorio, Giuseppe Bartolini, del responsabile del Reparto tecnologico, Paolo Borgiotti, e del direttore dei Servizi generali amministrativi, Manuela Marradi. Fine. La vicenda, sul piano della giustizia contabile, si conclude qui. Una vittoria personale per tutti e in particolare per Serniotti che nell’estate del 2023 era stato condannato a pagare al ministero dell’Istruzione un milione 155mila euro in ragione di un riconosciuto – e oggi smentito – danno erariale.
Nelle cento pagine di sentenza, la seconda sezione giurisdizionale centrale d’Appello della Corte dei conti smonta la tesi dell’accusa e lo fa attraverso un complesso esame della normativa che regola la gestione dei rapporti – e nello specifico dei conti – tra istituto scolastico e attività conto terzi. Una impostazione, quella dei giudici di Appello, già validata nel pronunciamento di primo grado per Bartolini, Borgiotti e Marradi, e che ora viene applicata anche per l’ex preside Serniotti la cui condanna – si legge – “va annullata per assenza dell’elemento soggettivo della contestata responsabilità amministrativa”.
Il BuzziLab, laboratorio tra i maggiori e tra i più all’avanguardia nel campo delle analisi chimiche e della valutazione dei materiali tessili, titolare di un portafoglio clienti di tutto rispetto e prestigio anche grazie alle certificazioni di qualità, abbassò la saracinesca tra clamore, proteste, prese di posizione politiche, tentativi di salvataggio e anche un’inchiesta penale per abuso d’ufficio finita con l’archiviazione. Una chiusura arrivata in uno dei momenti migliori del laboratorio: oltre 6 milioni di fatturato nel 2018 (meno di un milione nel 2011) e una forza studentesca composta da 2.100 iscritti (circa mille nel 2011).
Era stata la procura regionale a promuovere l’appello mentre a presentare il primissimo esposto alla Corte dei conti per chiedere una verifica sull’eventuale danno provocato dalla decisione del preside Marinelli di dismettere il laboratorio furono Giorgio Silli, in quei giorni deputato, e Leonardo Soldi, in quei giorni consigliere comunale e presidente della Commissione Controllo e garanzia.
Sotto la lente di ingrandimento sono finiti di nuovo, naturalmente, i 7 milioni e mezzo di euro che l’accusa aveva calcolato come danno erariale tra il 2014 e il 2019, poi rideterminato in poco più di 4 in sentenza. Una cifra frutto di una indagine della guardia di finanza che spulciò bilanci, contratti, rapporti economici intercorsi da una parte tra la scuola e il laboratorio, da un’altra tra il laboratorio e il personale incaricato del lavoro conto terzi. In più, la ripartizione del fatturato stabilita con  delibera del Consiglio d’istituto: 45 per cento a favore del personale impiegato nell’attività del laboratorio e il resto alla scuola. E ancora, il riparto delle entrate per ciascun operatore con l’aggiunta, da un certo punto in avanti, di un tetto massimo mensile lordo fisso percepibile da ciascuno con l’eventuale eccedenza versata nelle casse dell’istituto.
Nel 2017, a fronte di un fatturato in costante e considerevole aumento, è prima la Ragioneria territoriale e poi la Direzione scolastica regionale a mettere gli occhi sui conti: la prima produce una segnalazione alla Corte dei conti, la seconda procede ad una ispezione e integra il resoconto già inviato ai magistrati contabili. Vengono evidenziate e sostenute irregolarità che però la sentenza di oggi esclude con fermezza.
Oltre alle questioni tecniche di esame ed interpretazione della norma che hanno discostato la visione dei giudici di primo e secondo grado solo per la posizione di Serniotti, sono stati affrontati e discussi anche rilievi giuridici sollevati dalla procura generale sulle modalità e sulla sostanza degli appelli incidentali presentati dall’ex preside e dagli altri per una richiamata “violazione del dovere di sinteticità” e per “elusione di censure specifiche e puntuali”. Rilievi che non hanno trovato accoglimento. (nadia tarantino)

Edizioni locali: Prato

CONSIGLIATI

logo_footer_notiziediprato
logo_footer_notiziediprato

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)
©2024 Notizie di Prato - Tutti i diritti riservati
Powered by Rubidia