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Blitz della polizia per liberare un uomo rapito e torturato: in carcere quattro persone


La vittima era stata sequestrata per ottenere la restituzione di un presunto debito di 10mila euro. La telefonata di richiesta fatta al padre in Pakistan. In meno di 24 ore i poliziotti della Squadra Mobile hanno individuato dove era tenuto prigioniero


Claudio Vannacci


Sequestrato e torturato per un presunto debito di 10mila euro. E’ quanto successo a Prato, nei giorni dal 31 gennaio al 2 febbraio scorsi, ad un cittadino pakistano, prima che i poliziotti della Squadra Mobile riuscissero a rintracciarlo e a liberarlo. I fatti, di cui solo oggi si è avuto notizia, hanno portato in carcere quattro persone, tutte di nazionalità pakistana, arrestate stamani 14 maggio dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Firenze su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Si tratta di uomini dai 37 ai 59 anni, accusati di sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Tutti in regola con il permesso di soggiorno, così come l’uomo rapito.
L’attività d’indagine, coordinata dalla Dda, è partita il 1 febbraio quando negli uffici della Squadra Mobile di Prato si è presentato un cittadino pakistano denunciando di avere appreso, tramite altri congiunti residenti in Pakistan, che un suo parente era stato rapito la sera precedente. In particolare l’uomo sarebbe stato prelevato da quattro connazionali che, attraverso una videochiamata fatta al padre della vittima in Pakistan, avevano chiesto il pagamento di 10mila euro – come restituzione di un presunto prestito – per liberarlo. In caso contrario avrebbero continuato a torturarlo, minacciando anche di ucciderlo.
L’indagine dei poliziotti della Mobile si è da subito concentrata sull’ambiente di lavoro della vittima e nel giro di appena 24 ore gli uomini guidati dal dirigente Andrea Belelli sono riusciti a individuare il luogo dove l’uomo era tenuto sequestrato – un appartamento nel centro di Prato – e a liberarlo con un blitz. Il prosieguo delle indagini della Mobile ha poi consentito ai magistrati della Dda di dare un nome ai quattro sequestratori – che al momento del blitz non erano presenti nell’appartamento – e ricostruire compiutamente il ruolo avuto da ognuno di loro nella vicenda fino all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare eseguite oggi dagli stessi poliziotti della Mobile.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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