Un’auto data alle fiamme, una bara lasciata poco distante con sopra la foto di un cittadino cinese: il proprietario dell’auto bruciata. Il macrabo rinvenimento è stato fatto dalla polizia la notte tra martedì 1 e mercoledì 2 ottobre, in viale della Repubblica, vicino al ponte Petrino. Gli agenti sono intervenuti insieme ai vigili del fuoco, chiamati a spegnere il rogo. Su quello che ha tutti gli aspetti di un gesto intimidatorio sta indagando la Squadra Mobile della Questura. Al momento il riserbo degli inquirenti è massimo. Sembrano non esserci dubbi, però, sul fatto che chi ha appiccato l’incendio e chi ha posizionato bara e foto siano collegati tra loro, forse la stessa persona. Secondo quanto starebbe emergendo in queste ore, il proprietario dell’auto è un imprenditore che con la moglie avrebbe interessi nel settore della pelletteria. Le indagini spaziano sia negli ultimi fatti avvenuti nella comunità cinese che da tempo sarebbe nel pieno di una ‘guerra’ per il controllo di alcuni settori, in particolare quello della logistica e della fornitura di grucce alle centinaia di pronto moda attive sul territorio. In questo ambito di forte contrapposizione si inserirebbe l’incendio appiccato lo scorso luglio ad un capannone nel Macrolotto 2, sede di una azienda di logistica.
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