Bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, evasione fiscale: sono le accuse che oggi, martedì 26 gennaio, hanno portato in carcere un imprenditore pratese di 62 anni, a capo di una società immobiliare dichiarata fallita, la Donatello Spa. L’uomo è stato arrestato dalla guardia di finanza di Prato al termine di una indagine avviata nel 2019, coordinata dalla procura che ha chiesto e ottenuto dal tribunale l’ordinanza di custodia cautelare. Coinvolte altre dieci persone tra soci e componenti del collegio sindacale a cui, a vario titolo, gli investigatori contestano i reati di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, autoriciclaggio e omesso versamento di ritenute Irpef. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro preventivo i beni dell’imprenditore arrestato tra i quali figurano un immobile, un’auto e un motore, e disponibilità finanziarie per un ammontare di circa un milione 100mila euro.
Nel corso delle indagini è emerso che il sessantaduenne, nella sua qualità di amministratore unico della società immobiliare e con il concorso degli altri denunciati, avrebbe distratto, cioè sottratto, un ramo d’azienda e la quasi totalità del patrimonio netto facendo confluire tutto in un altra società tramite una scissione; una società diversa ma sostanzialmente riconducibile – secondo gli inquirenti – alla precedente gestione. Il risultato di questa operazione ha di fatto sottratto ingenti somme destinate ai creditori insinuati nel fallimento. La società Donatello Spa in passato è finita più volte sotto le luci dei riflettori in seguito al licenziamento di molti dipendenti a cui non avrebbe corrisposto le spettanze maturate negli anni di lavoro.
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