Nessuna grave conseguenza, fortunatamente, per il bambino di 9 anni caduto durante un allenamento al velodromo de La Briglia martedì scorso 22 settembre. Il piccolo, contrariamente a quanto riportato nel nostro articolo, non ha mai perso i sensi, come specifica Silvia Giugni, presidente della Asd Vaiano Bike: “Le condizioni del piccolo atleta di 9 anni, caduto durante una normale sessione di allenamento in pista, non hanno mai rivestito i caratteri di gravità ed urgenza descritti” dice Giugni, anche se in realtà nell’articolo mai viene detto che il piccolo atleta era grave, anzi vi è proprio specificato che il codice di urgenza è stato il giallo e che le sue condizioni “non destano particolare preoccupazione”. Comunque ecco la ricostruzione fornita dalla presidente della società: “Il bambino – dice – è rimasto sempre perfettamente vigile e cosciente per tutta la durata dell’evento, non ha mai perso i sensi ed ha raggiunto l’ambulanza sulle proprie gambe, accompagnato con la massima cura dal nostro personale di pista e dai sanitari”.
La stessa Giugni poi fa riferimento alle tempistiche di soccorso giunte dopo quasi 25 minuti dalla chiamata, circostanza che non è riportata nell’articolo in questione. “Si precisa – dice – che il ritardo non è imputabile in alcun modo alla condotta della nostra associazione né alla gravità del trauma, bensì ad un gravissimo impedimento logistico e di sicurezza verificatosi sul posto. I mezzi del 118 si sono infatti trovati nell’impossibilità di accedere celermente alla pista a causa di un accesso carrabile d’emergenza sbarrato e chiuso con una catena e un lucchetto da un responsabile della società di calcio dell’adiacente campo di La Briglia. Tale intervento è stato eseguito in modo del tutto arbitrario, privo di qualsiasi autorizzazione da parte delle autorità competenti e senza che la nostra società fosse stata avvisata o messa in possesso delle chiavi, ragione per cui la scrivente associazione si riserva di tutelarsi nelle opportune sedi giudiziarie per tale illegittima ed abusiva ostruzione. Per consentire l’accesso all’ambulanza si è così dovuto ricorrere ad un passaggio di fortuna attraverso una staccionata perimetrale divelta da tempo”.
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