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Baby calciatori dall’Africa, la palla passa alla Corte costituzionale: sollevata questione di legittimità, congelata la posizione di Toccafondi


Il destino dell'ex presidente dell'Ac Prato è legato al pronunciamento della Consulta chiamata in causa dal tribunale per l'aspetto legato all'aggravante contestata e alla conseguente pena prevista. Processo chiuso per l'ex dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Prato: 2 anni e 9 mesi per depistaggio. Lungo elenco di prescrizioni


Nadia Tarantino


Si dovrà aspettare il pronunciamento della Corte costituzionale per conoscere il destino di Paolo Toccafondi, ex presidente dell’Ac Prato accusato nel 2017 di aver aggirato la legge sull’immigrazione per consentire il trasferimento in Italia di giovanissimi africani, potenziali stelle del calcio. Al termine di una lunghissima camera di consiglio, il tribunale di Prato ieri, martedì 21 aprile, ha posto una questione di legittimità costituzionale alla Consulta in relazione all’aggravante contestata che prevede una pena (da 4 a 15 anni) non proporzionata – secondo il presidente del collegio giudicante Cavedoni e i giudici a latere Santinelli e Santarelli – alle finalità della presunta commissione del reato addebitato a Toccafondi rispetto a quelle che il Codice penale punisce pesantemente e cioè il traffico di essere umani, trattamento disumano della persona quando non il pericolo di vita. I giudici, in sostanza, non se la sono sentita di mettere sullo stesso piano l’arrivo in Italia dei giovani poi avviati allo sport e allo studio con l’arrivo di persone poi lasciate, nella migliore delle ipotesi, allo sbando. Il ragionamento non riguarda solo Paolo Toccafondi, difeso dagli avvocati Enrico Guarducci e Fausto Giunta, ma anche l’allora segretario dell’Ac Prato, Alessio Vignoli, affidatario di due fratelli ivoriani entrati in Italia nel 2013 insieme a due connazionali tra i quali l’ex Fiorentina, Genova e Empoli Christian Kouamé.
Era questo del trasferimento dei baby calciatori il finale più atteso della lunga vicenda giudiziaria esplosa ormai quasi dieci anni fa e chiusa in un fascicolo con altre contestazioni(titolari Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, oggi in forza alla procura di Firenze): presunte partite truccate nei campionati di Eccellenza e Promozione della stagione 2016/2017 e irregolarità nei lavori allo stadio Lungobisenzio. E proprio sui cantieri allo stadio è arrivata l’unica condanna in sede di dibattimento: l’ex dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Prato, Luca Piantini (avvocato Gabriele Terranova) è stato condannato a 2 anni e 9 mesi (riconosciute le attenuanti generiche) per depistaggio: i giudici lo hanno dichiarato colpevole di aver creato documenti utili a dimostrare la somma urgenza degli interventi affidati alla Castelnuovo Lavori e di aver ostacolato le indagini svolte dalla Squadra mobile dell’allora capo Francesco Nannucci per conto della procura. Per il resto, tolte le posizioni di quegli imputati che hanno scelto riti alternativi, è intervenuta la prescrizione; tra i tanti ‘non doversi procedere’ anche quelli a carico di Sandro Grassi e Giuseppe Mazzeo (Castelnuovo Lavori) e Matteo Trefoloni (ex arbitro di serie A e internazionale). (nadia tarantino)  

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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