Identificati 51 stranieri, due dei quali senza permesso di soggiorno, e scoperti 18 lavoratori a nero. E’ quanto è emerso in seguito al controllo del gruppo interforze in una azienda la cui attività è stata sospesa. Al blitz hanno preso parte polizia, carabinieri, guardia di finanza, Ispettorato del lavoro, Asl, Inps, vigili del fuoco, polizia municipale, Alia e Agenzia delle Dogane. Ciascun ente ha provveduto alle verifiche di propria competenza. Numerose le violazioni accertate all’interno del capannone: mancanza di Scia antincendio, vie di esodo occupate, utilizzo di macchinari artigianali e industriali in locali destinati al commercio. Il controllo si è concluso con una sfilza di sanzioni per un complessivo di 60mila euro.
L’attività di controllo si inserisce nell’ambito del lavoro della squadra interforze coordinata dalla prefettura di Prato. Obiettivo: contrastare qualsiasi forma di illegalità sia sul piano del lavoro che amministrativo. Nell’ultimo blitz è stata posta attenzione alle condizioni di lavoro, ai contratti, ai salari.
A partire dal 2021, il tavolo prefettizio si è riunito 51 volte e ha programmato ispezioni in 136 aziende; in tutto, fino ad oggi, sono 485 i lavoratori a nero scoperti, 215 dei quali sprovvisti del permesso di soggiorno. E ancora: le violazioni riscontrate hanno portato all’arresto di sette imprenditori, alla sospensione di 89 attività e alla contestazione di illeciti per un totale di 2 milioni 300mila euro.
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