Tre aggressioni, compresa quella al comandante di reparto, in appena 48 ore al carcere della Dogaia. La denuncia arriva da Francesco Oliviero, segretario nazionale del Sappe per la Toscana. “L’ultimo episodio risale a ieri – il racconto del sindacalista – e ha visto protagonista un detenuto già responsabile di reiterate violenze. E non è la prima volta che un detenuto aggredisce il comandante. Quando viene colpita la figura apicale della sicurezza interna significa che il controllo dell’istituto è saltato”.
Delle tre aggressioni registrate tra lunedì e ieri, due sono state messe in atto dallo stesso detenuto, già segnalato per comportamenti violenti in altri istituti penitenziari: “La Dogaia – il commento di Francesco Oliviero – non può diventare il contenitore unico per tutta la criminalità violenta della Toscana.
Si profila per Prato una criticità in più oltre a quelle storiche relative al sovraffollamento e alla carenza di personale: “Con la chiusura di ulteriori sezioni nel carcere fiorentino di Sollicciano – aggiunge il sindacalista – si va verso un possibile collasso di quello pratese. Se tutti i detenuti violenti continueranno ad arrivare alla Dogaia, l’istituto non reggerà e allora chiediamo al ministero un intervento immediato: ridurre il numero di detenuti presenti anche attraverso trasferimenti mirati, anche fuori Toscana. Inoltre serve incrementare il personale per restituire sicurezza a chi lavora ogni giorno con dedizione e sacrificio nel rispetto della divisa che indossa”.
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