Nuovi episodi di violenza legati alle file chilometriche di stranieri fuori dalla Questura, in attesa di portare i documenti necessari al rinnovo del permesso di soggiorno o alla richiesta di protezione internazionale. Una situazione che da ormai molto tempo crea non solo disagi ma anche problemi di ordine pubblico. Come quello avvenuto nel primo pomeriggio di domenica scorsa 30 agosto, intorno alle 14.30, quando nel parcheggio adiacente alla Questura, in via Berlinguer, è scoppiata una rissa che ha visto il coinvolgimento di cinque cittadini extracomunitari: tre cinesi e due peruviani. Tutti sono stati poi arrestati dai poliziotti prontamente intervenuti. E il giudice, su richiesta della procura, ha convalidato gli arresti.
Il procuratore Luca Tescaroli spiega come la rissa sia stata generata da motivi legati alla priorità nella fila d’attesa per accedere nella successiva giornata all’Ufficio Immigrazione. La stessa Procura ha da tempo in atto un’indagine per individuare e neutralizzare gruppi sospettati di svolgere attività di indebita intrusione nella gestione degli accessi. Una sorta di racket. “Le risultanze investigative – spiega Tescaroli – inducono a ritenere che – a fronte di compenso di denaro, variabile da 1.000 a 1.500 euro, alcuni soggetti impongano nella fila propri collaboratori per conto prevalentemente dei richiedenti di origine cinese, così consentendo loro di ottenere una posizione utile al momento dell’apertura degli uffici, a discapito di coloro che si inseriscono nella fila senza sottostare al pagamento imposto. Questa attività di condizionamento – prosegue Tescaroli – è risultata generare condotte violente, come quella accaduta domenica scorsa”.
In particolare tuti e cinque gli arrestati sono risultati regolari sul territorio nazionale e per questo non hanno potuto motivare la loro presenza tra gli stranieri in attesa per la richiesta di protezione internazionale.
Riproduzione vietata