Ennesima aggressione nel carcere della Dogaia. Oggi, giovedì 26 marzo, un detenuto di nazionalità albanese, plurirecidivo, noto per i suoi atteggiamenti violenti, si è scagliato contro un assistente capo della polizia penitenziaria. È successo al termine di un colloquio familiare. In seguito all’aggressione, scaturita, pare, senza motivo, l’assistente capo ha accusato un malore ed è stato trasferito al pronto soccorso. La prognosi è di 12 giorni. L’episodio allunga la già corposa lista di disordini, liti e rivolte all’interno della casa circondariale. Duro il commento del sindacato: “Gli operatori lavorano quotidianamente in condizioni ad alto rischio – si legge in una nota della segreteria provinciale Uil Fp polizia penitenziaria – nonostante l’ineguagliabile sforzo che il personale mette nelle proprie attività, il pericolo è dietro l’angolo sempre. In questo periodo il poco personale (ai livelli minimi più bassi da quando 40 anni fa è stata aperta la struttura), sta facendo enormi sacrifici nel gestire sia l’ordine e la sicurezza all’interno dell istituto, sia provando a contrastare il continuo tentativo di introdurre all’interno sostanze e oggetti non consentiti, come ha reso noto la procura della Repubblica di Prato”. Insieme alla solidarietà al collega aggredito, l’appello a una risposta forte e decisa in difesa dei lavoratori”.
Richiesta di risposte decise alle continue aggressioni arrivano anche dal Sappe: “L’auspicio è che venga applicate sanzioni penali e disciplinari efficaci e tempestive, tali da evitare tentativi di emulazione e in grado di ristabilire il principio della legalità all’interno del carcere di Prato e delle altre carceri”.
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