Nuovi disordini nel carcere di Prato dove oggi, giovedì 8 gennaio, un agente in servizio nella sezione Media sicurezza è rimasto ferito in seguito ad una aggressione. E’ successo intorno alle 12.30. L’agente, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano in codice giallo, sarebbe stato colpito con un estintore da un detenuto magrebino già noto per atti violenti. L’aggressione sarebbe scaturita in seguito al tentativo del detenuto di servirsi di un ascensore riservato. Diversi, in passato, gli episodi di violenza che si sono verificati all’interno della casa circondariale e che hanno spesso visto vittime proprio gli agenti in servizio. Una situazione che ha spinto più volte i sindacati ad alzare la voce e a chiedere interventi risolutivi per la sicurezza dei lavoratori.
Il Sappe interviene con il segretario nazionale per la Toscana, Francesco Oliviero, e con il segretario generale, Donato Capece: “Clima di tensione nel carcere di Prato afflitto da una grave carenza di personale e da continue aggressioni ai danni degli agenti, aggravante dall’arrivo di detenuti problematici”. La richiesta è di nuovo quella di aumentare la pianta organica del personale in servizio: “Attualmente la scopertura è del 60 per cento – secondo il sindacato – soprattutto nei ruoli di ispettore e sovrintendente. Serve poi limitare il trasferimento a Prato di detenuti con elevata pericolosità o disturbi psichiatrici. La sicurezza del personale non può essere sacrificata sull’altare dell’emergenza”. Tra i problemi che più impattano, quello di detenuti con disturbi mentali: un problema che riguarda tutte le carceri e che i sindacati sollecitano di risolvere. Pur riconoscendo una maggiore attenzione da parte del Governo, il segretario generale Capece ha ribadito la necessità di interventi concreti e risorse per garantire sicurezza e legalità negli istituti.
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