Saltò al collo della coinquilina, la minacciò di morte con un coltello puntato agli occhi e poi la scaraventò sul letto, standole sopra mentre la teneva bloccata per le braccia. Una dinamica che è costata all'autore, un nigeriano di 27 anni, una doppia imputazione: tentato omicidio e tentata violenza sessuale. E mentre lo scorso anno, al termine del rito abbreviato celebrato davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, fu pronunciata una sentenza di condanna a 4 anni e 8 mesi per la prima accusa e di assoluzione per la seconda, ieri, martedì 28 novembre, la decisione è stata completamente ribaltata dai giudici fiorentini della Corte di appello: un anno e 4 mesi per la violenza sessuale (riconosciuta nell'ipotesi più lieve) e per il reato di lesioni aggravate che ha sostituito quello decisamente più pesante di tentato omicidio (leggi). L'imputato, difeso dall'avvocato Antonio Bertei, finì nei guai a dicembre 2020, quando fu arrestato per l'aggressione alla donna, una camerunense, che viveva nel suo stesso appartamento (entrambi in subaffitto), in via Valla. Secondo la ricostruzione, il 27enne perse la testa dopo che per l'ennesima volta la coinquilina aveva rifiutato i suoi approcci (leggi).
Ieri, a tre anni dai fatti, è arrivata la sentenza di secondo grado che ha riscritto i fatti.
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