Blitz in forze, perquisizioni, arresti e denunce ma il traffico di droga e telefonini all’interno del carcere pratese della Dogaia non si riesce a fermare. Anche nel mese scorso sono stati numerosi gli episodi che sono poi arrivati sui tavoli della Procura con il più grave avvenuto il 28 febbraio quando una sessantina di detenuti della sesta sezione, in gran parte di nazionalità albanese, hanno fronteggiato gli agenti della polizia penitenziaria, intervenuti per recuperare tre involucri lanciati dall’esterno del carcere nell’area del campo di calcio. I poliziotti, in quella occasione, sono stati sovrastati dall’ingente numero di detenuti. Un fatto, come spiega in una nota il procuratore Luca Tescaroli, che “dimostra, ancora una volta, come i detenuti siano nelle condizioni di controllare la vita in seno alla struttura carceraria pratese e in grado di contrastare il personale addetto alla loro sorveglianza che soffre di una consistente carenza di organico”.
In quella occasione altri agenti della polizia penitenziaria erano riusciti a bloccare i due uomini che dall’esterno avevano lanciato gli involucri con la droga. Si tratta di un tunisino di venti anni e di un italiano di 19. Le perquisizioni nelle loro abitazioni hanno consentito di scoprire tre panetti di hashish per quasi tre etti di sostanza stupefacente oltre a tutto l’occorrente per il confezionamento a casa del tunisino, che è stato arrestato e posto ai domiciliari, e altra droga nell’abitazione fiorentina del 19enne.
Prima di questo episodio, il 13 febbraio era stato intercettato un pacco postale destinato ad un detenuto, con all’interno 10 grammi di cocaina e 206 di hashish occultati tra fette di salumi. Mentre il 20 febbraio, all’esterno del muro perimetrale della Dogaia, erano stati trovati tre pacchetti con all’interno 240 grammi di hashish, 24 di cocaina, oltre a un telefono cellulare e una pennetta modem.
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