L’area di via Sant’Orsola continua a convivere con l’incertezza. Il progetto per la realizzazione della palazzina inclusiva nell’ex sede Avis, promosso dalla Fondazione Ami legato al Progetto Prama, è fermo da mesi e rappresenta oggi uno dei punti più delicati della riqualificazione del quartiere. Bloccato da dicembre 2023, si è arrestato a causa delle note difficoltà legate alla cessione del credito. Da allora, la mancanza di fondi ha impedito qualsiasi avanzamento. Si stanno cercando nuovi canali per recuperare risorse e riavviare i lavori, ma al momento non ci sono certezze sulla ripresa dell’opera, che in origine avrebbe dovuto essere già completata. Un progetto ambizioso, quello della palazzina inclusiva: una palestra open space per attività motorie di gruppo e individuali, un’area per l’arrampicata utilizzabile anche dai ragazzi in carrozzina, spazi multisensoriali per attività teatrali e percorsi educativi, una sala polivalente affacciata sul parco e un’area di giochi inclusivi all’aperto. Una volta ultimata, la struttura sarebbe stata affidata in comodato gratuito all’Asl per trent’anni.



In assenza di progressi, però, l’edificio resta fermo e chiuso, sorvegliato costantemente da Avis per evitarne l’ingresso non autorizzato. La palazzina, pur non versando in condizioni di degrado estremo, rappresenta comunque un punto fragile del quartiere: un’opera incompiuta che si somma alla percezione di trascuratezza più generale della zona dove qualche volta trovano rifugio sbandati e senza tetto. A preoccupare i residenti, infatti, non è solo il cantiere bloccato ma l’intero contesto di Sant’Orsola. I giardini, un tempo frequentati e vissuti durante l’estate, oggi appaiono trascurati. Diverse lampade risultano spente da mesi – “Lo abbiamo segnalato più volte”, raccontano gli abitanti – e questo lascia l’area scarsamente illuminata dopo il tramonto. Inoltre, è stata danneggiata la rete che separa i giardini dal parco dell’ex ospedale, anch’esso in attesa del nuovo progetto esecutivo. Il risultato è un quartiere in stand-by, dove interventi attesi da anni non avanzano e gli spazi pubblici perdono progressivamente vitalità. In attesa che i cantieri si rimettano in moto, i residenti chiedono soprattutto attenzione e piccoli interventi immediati che possano restituire a Sant’Orsola un minimo di cura e sicurezza.
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