Telefoni bollenti nella sede provinciale dell’Avis in via San Jacopo, presi d’assalto da cittadini preoccupati per il virus West Nile, che si diffonde tramite la puntura di zanzare infette, e le eventuali sospensioni delle donazioni di sangue. A chiarire la situazione ci pensa l’associazione stessa: “Non c’è nessuno stop alle donazioni a Prato, anzi: in questo periodo estivo sono ancora più necessarie”.
L’allarme, rilanciato da notizie di casi registrati in altre parti d’Italia, ha generato confusione anche tra i donatori pratesi, ma la provincia di Prato non rientra tra le aree dove il virus circola attivamente. Le zone più colpite sono Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania con nove morti dall’inizio dell’anno. In queste regioni sono stati rafforzati i controlli, con l’impiego del test Nat (Nucleic Acid Test) per il rilevamento del virus nelle sacche di sangue raccolte.
Diversa la situazione solo per i donatori che provengono da province a rischio: per loro può scattare una sospensione temporanea di 28 giorni, ma si tratta di casi sporadici, già contemplati nei protocolli di sicurezza. “Il virus West Nile – ricordano dal Centro nazionale sangue – non è una novità per il sistema trasfusionale, che ogni estate attiva misure specifiche nei territori interessati”. Il numero di donatori risultati positivi, precisano da Avis, è sempre stato molto basso, segno che il sistema di sorveglianza funziona.
Dopo la puntura di una zanzara infetta, il periodo di incubazione del virus varia solitamente tra i 2 e i 14 giorni, ma nei soggetti immunodepressi può protrarsi fino a tre settimane. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre in modo asintomatico, talvolta però, si manifestano sintomi di tipo simil-influenzale. Tra i più comuni: febbre moderata o elevata, mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea o vomito. Possibili anche eruzioni cutanee e un ingrossamento dei linfonodi. Le forme più gravi, seppur rare, possono colpire soggetti fragili e richiedere cure ospedaliere
L’associazione lancia quindi un appello chiaro e concreto: “Prima di partire per le ferie, venite a donare sangue o plasma. Ogni sacca è fondamentale”.
Un gesto semplice, che può fare la differenza, soprattutto in un periodo dell’anno in cui le scorte calano mentre il fabbisogno resta costante.
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