Villa del Palco è attualmente al primo posto tra i “Luoghi del Cuore” del Fai, il censimento nazionale dedicato ai beni più amati dagli italiani. Un risultato importante che potrebbe tradursi in un contributo economico destinato al recupero della facciata principale della villa, oggi segnata da un evidente deterioramento che richiede un intervento urgente, non solo dal punto di vista estetico ma soprattutto per fermare i danni provocati dal tempo. Non sarebbe la prima volta che il territorio pratese riesce a trasformare il sostegno del Fai in un intervento concreto di recupero. Nel 2020, infatti, l’Oratorio di San Bartolomeo ottenne un finanziamento grazie allo stesso progetto permettendo il restauro degli affreschi dell’abside e dell’altare, restituendo valore e bellezza a uno dei piccoli gioielli artistici del territorio. Per sostenere il progetto basta un click: le votazioni resteranno aperte fino a dicembre e ogni preferenza può aiutare a mantenere il monumento pratese in vetta alla classifica. Conosciuta dai pratesi anche come “Villa del Vescovo”, Villa del Palco è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia del territorio. Si tratta di un edificio rinascimentale immerso negli uliveti e circondato da un magnifico giardino all’italiana che domina dall’alto la città di Prato, incorniciato dal paesaggio tipico della campagna toscana alle pendici della Calvana. La sua storia attraversa oltre sei secoli, oscillando continuamente tra sacro e profano. Fu costruita alla fine del Trecento dal mercante Francesco di Marco Datini come residenza di campagna. Nel 1425 passò ai frati francescani, che ampliarono il complesso fino all’attuale configurazione, trasformandolo in convento per oltre trecentocinquant’anni. Dal tardo Settecento la villa entrò nelle mani di importanti famiglie nobiliari fiorentine e pratesi, fino ad arrivare al 1924, quando fu acquistata dalla famiglia ebrea Forti. Furono proprio i Forti a restituire splendore al grande giardino monumentale seicentesco, recentemente recuperato grazie a un finanziamento PNRR che ha riportato gli spazi verdi alle atmosfere originarie. Prima di lasciare l’Italia alla fine degli anni Trenta per sfuggire alle persecuzioni razziali, la famiglia nascose nella villa parte del tesoro della Sinagoga di Firenze. Anche durante la Seconda guerra mondiale Villa del Palco fu luogo strategico e teatro di vicende drammatiche. Nel dopoguerra venne acquistata dalla Diocesi di Prato grazie anche al contributo dei cittadini pratesi, che si mobilitarono per salvare l’edificio danneggiato dai bombardamenti. Con la Diocesi la villa è tornata ad essere un luogo di spiritualità, dialogo e accoglienza. Negli anni Novanta ospitò anche il Dalai Lama in occasione di un ritiro spirituale. Dal 2016 è abitata dalla comunità monastica dei Ricostruttori nella preghiera al Borgo, che anima il complesso con percorsi spirituali, culturali, artistici e naturalistici dedicati alla cura integrale della persona. Oggi Villa del Palco è un centro culturale ed ecumenico aperto a scuole, associazioni e gruppi impegnati nell’ambito educativo, sanitario e sociale, che trovano qui un luogo ideale per attività formative e momenti di riflessione. La forte partecipazione registrata durante le Giornate Fai dell’autunno 2025 — con oltre duemila visitatori accorsi per la riapertura del giardino restaurato — conferma quanto questo luogo sia ancora profondamente amato dalla città. Adesso la sfida è continuare a sostenerlo, un voto alla volta.
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