Il Consiglio comunale ha approvato il pacchetto Tari. Quattro determine che prevedono la presa d’atto del nuovo Piano economico finanziario validato dall’Ato Toscana Centro che definisce i costi del servizio rifiuti per il periodo 2026-2029, l’approvazione delle tariffe per il 2026 (aumento dell’ 8,5% per le utenze domestiche e dell’ 8% per le altre) e infine le misure di riduzione, sia ambientali sia sociali per alcune categorie di utenti.
Rispondendo a un question time in aula del consigliere Jonathan Targetti (L’Alternativa c’è), il sindaco Matteo Biffoni ha spiegato che una delle cause dell’aumento della Tari è anche la mancanza di impianti di smaltimento sul territorio. “Ho perso la battaglia per il termovalorizzatore. Se dovessi scegliere fra l’aeroporto e l’impianto di Case Passerini non avrei dubbi: sceglierei quest’ultimo, anche se fosse realizzato in un’altra zona”, ha affermato. Biffoni ha quindi ricordato come, in territori come l’Emilia-Romagna e Brescia, città poco più grande di Prato, la presenza di impianti consenta ai gestori di contenere i costi del servizio e, di conseguenza, mantenere più basse le tariffe della Tari.
Una discussione che da giorni anima il confronto politico anche fuori dalla sala del Consiglio. Poco prima dell’inizio della seduta il consigliere di opposizione Targetti ha convocato una conferenza stampa sia per ripercorrere, a suo dire, come Prato abbia progressivamente perso i propri asset a favore di Firenze, sia per mostrare i documenti relativi all’emendamento presentato dal Comune di Prato all’assemblea di Ato Toscana Centro, evidenziando come il documento riportasse il marchio di Plures. “Se una proposta presentata come del Comune fosse stata in realtà confezionata dal gestore, saremmo di fronte a un rovesciamento inaccettabile dei ruoli: il controllato che scrive le richieste al posto del controllore. La domanda che poniamo, con rispetto istituzionale ma senza ambiguità, è una sola: quando siede ai tavoli che contano, il sindaco di Prato rappresenta i pratesi o le ragioni del management di Plures?”.
Nel corso del dibattito in Palazzo comunale Targetti ha attaccato Biffoni “In queste settimane in Ato, il sindaco Biffoni avrebbe dovuto difendere gli interessi dei pratesi, non rafforzare i vertici di Plures. Su una società pubblica che muove investimenti milionari servono pieno controllo analogo e trasparenza, non decisioni prese lontano dai Consigli comunali”. Per quanto riguarda l’aumento delle tariffe: “I pratesi non possono continuare a pagare, con aumenti a doppia cifra in pochi anni, gli errori e le opacità di una governance che guarda a Firenze e sfugge al controllo di chi l’ha delegata. Chiediamo pieno controllo analogo, trasparenza sugli investimenti e che nessuna decisione che pesa sui cittadini venga più presa lontano dai loro rappresentanti”. Il consigliere ha anche proposto per settembre un Consiglio comunale straordinario su Plures
Sempre tra i banchi dell’opposizione sono intervenuti anche i consiglieri Claudio Belgiorno e Rosella Risaliti (Belgiorno Sindaco Futuro Nazionale) , che hanno annunciato per il 2027 una mozione per impegnare il Comune di Prato a uscire dalla Multiutility “Quando è stata presentata ai cittadini, la narrazione era ben diversa: si promettevano un servizio di qualità superiore e, soprattutto, una progressiva riduzione delle tariffe grazie agli investimenti in nuovi impianti di raccolta e smaltimento sul territorio toscano. La realtà smentisce clamorosamente quelle promesse”. I due consiglieri hanno contestato in particolare l’aumento dei costi per famiglie e imprese, la mancanza di nuovi impianti e l’assenza, a loro giudizio, di miglioramenti percepibili nel servizio.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Cosimo Zecchi, ha sintetizzato così le quattro delibere sulla Tari: “Aumentano le bollette, il gestore ci guadagna, il Comune incassa i dividendi, il servizio peggiora e il Consiglio comunale deve ratificare in otto giorni”. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il tema del sovraffollamento clandestino degli appartamenti, sostenendo che il fenomeno incide anche sulla produzione dei rifiuti e che occorrono maggiori controlli per contrastare le situazioni di irregolarità.
Per la maggioranza il consigliere Lorenzo Tinagli (Pd) ha sottolineato: “Nessuno di noi è contento di comunicare ai cittadini un aumento della tariffa, ma chi è in maggioranza ha una responsabilità: se non approvassimo l’aumento e applicassimo quello dello scorso anno, poi in corso d’opera dovremmo chiedere ai cittadini di versare la differenza. Abbiamo chiesto di avere più fondi accontonati per il prossimo anno da destinare al sostegno delle famiglie”. Tinagli ha inoltre criticato i tempi con cui si è arrivati alla decisione: “Lo dobbiamo fare entro il 31 luglio, cioè domani. Ato però non può arrivare a fare l’assemblea il 23 luglio senza lasciarci abbastanza tempo a disposizione per la discussione”.
Per quanto riguarda le agevolazioni sociali sulla Tari per le famiglie, sono stati votati all’unanimità due emendamenti: il primo, presentato dai consiglieri di maggioranza Lorenzo Tinagli, Edoardo Carli, Carla Guerrini, Giovanni Longobardi e Simone Rizzuto, introduce una quarta fascia Isee (16.500-20mila euro) con uno sconto del 40% sulla quota variabile e aumenta di 10 punti percentuali le agevolazioni per le due fasce intermedie, portandole al 70% e al 50%, mentre resta l’esenzione totale per gli Isee fino a 9.796 euro. Le riduzioni, cumulabili con il bonus sociale nazionale del 25%, si applicano alla sola quota variabile della Tari. Il secondo emendamento, presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Cosimo Zecchi, stabilisce che il requisito dell’assenza di morosità è considerato rispettato anche per chi è in regola con un piano di rateizzazione concesso dal Comune. L’amministrazione si è inoltre riservata di destinare ulteriori risorse in sede di variazione di bilancio per ampliare il numero dei beneficiari.
In mattinata il sindaco Biffoni, ha conferito al consigliere comunale Lorenzo Chiani una delega specifica per i Progetti speciali, in particolare in ambito sociale. I primi progetti sui quali il consigliere Chiani è chiamato a lavorare riguardano le politiche dell’abitare e il “portierato sociale”. Quest’ultimo è un servizio di prossimità territoriale pensato per supportare i cittadini più vulnerabili nell’accesso ai servizi socio-sanitari e amministrativi.
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