Il giorno dopo l’annuncio dell’aggiudicazione di una ditta pugliese dell’appalto per la realizzazione del sottopasso al Soccorso, anticipata da Notizie di Prato, arrivano le prime reazioni. A prendere parola è il centrodestra pratese a partire da Lorenzo Frasconi, ingegnere storico dirigente ai lavori pubblici del Comune di Prato ed ex consigliere della lista civica a sostegno di Gianni Cenni. Non una contrarietà pregiudiziale, chiarisce subito, ma pratica. La preoccupazione principale riguarda i risvolti sul traffico durante il periodo dei lavori: “Sono passati undici anni, ho sempre ritenuto che questa fosse una soluzione estremamente più complicata delle altre- spiega Frasconi- ciò nonostante nel marzo scorso avevo fatto proposta per un ordine del giorno affinchè si considerasse la problematica proponendo una complanare aggiuntiva su via del Purgatorio- via Roma e non solo, come previsto da Anas, unicamente su via Tasso. L’obiettivo era quello di poter gestire al meglio la circolazione urbana e dividere la grande quantità di traffico che si verrà inevitabilmente a creare durante tutta la durata del cantiere. L’ordine del giorno? Mai stato discusso e questo, dopo undici anni, sarà il vero problema”.
Ad esprimersi in merito al tunnel del Soccorso è stato anche Gianluca Banchelli, attuale candidato al consiglio regionale per Fratelli d’Italia: “Ci si avvia per una soluziona ma è la peggiore che si potesse scegliere nonché la più costosa -attacca- il centrosinistra non ha cura dei soldi pubblici”. L’opera, che costerà 47 milioni di euro, è per il centrodestra un progetto inadatto: “Un cavallo di battaglia dell’allora candidato Biffoni, noi avevamo proposto un viadotto e posto l’accento sulle criticità del progetto del sottopasso. Una sua vittoria personale? Anni di caos, lunghe code e disagi ora peggiorati, ha concluso due mandati da sindaco senza vedere l’inizio del lavori”. Il candidato di Fdi rimarca infine l’aspetto legato al rischio idrogeologico: “Anche nel corso del nubifragio di pochi giorni fa, tutti e tre i principali sottopassi della città erano allagati – ha concluso- e da valutazioni tecniche effettuate durante la legislatura 2009-2014, come ricordato più volte dall’allora sindaco Roberto Cenni, l’area del Soccorso oggetto del prossimo intervento risultò a rischio alluvione. Ecco perché venne deciso di virare sul viadotto”.
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