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Via i cartelloni pubblicitari lungo la Declassata, le aziende concessionarie lanciano l’allarme: “Colpo durissimo, si rischiano licenziamenti di massa”


Inutile il ricorso per ribaltare la decisione del Tar che aveva accolto l'istanza di Anas, attuale gestore del tratto viario. Sono 52 gli impianti sottoposti a rimozione. Le aziende: "La strada è stata equiparata di fatto alla A11 e alla Fi-Pi-Li ma la situazione è ben diversa"


Nadia Tarantino


La sentenza del Consiglio di Stato (riportata da Notizie di Prato) che, dando ragione ad Anas, ha ordinato la rimozione dei cartelloni pubblicitari lungo la Declassata (leggi), ha provocato la reazione delle società concessionarie che hanno provato a ribaltare la decisione del Tar e che ora non escludono ripercussioni sui posti di lavoro. “Una sentenza – si legge in un comunicato diffuso oggi, giovedì 11 dicembre – che avrà sicuramente forti ripercussioni sull’occupazione, in un settore da troppi anni tartassato da una burocrazia che mira solo ad impedire ed a ridurre gli spazi pubblicitari. La pubblicità stradale, se ben regolata e ben mantenuta, porta al contrario ordine e ricchezza per i territori che la ospitano. E nonostante il regolare pagamento di tasse comunali, provinciali e statali, è sconfortante vedere come ci sia anche chi sembra quasi fare di tutto per danneggiare non solo le aziende, ma intere realtà comunali che vedranno giocoforza una riduzione del gettito. Con ovvi risvolti negativi sulla collettività”.
A ricorrere erano state Point Studio srl, Consorzio Imprese Pubblicità, Publiprato, Signal, Servinn e Servin Media: “Accogliamo con stupore e disappunto la sentenza. Anas aveva respinto i rinnovi delle autorizzazioni classificando la strada come extraurbana principale, equiparandola di fatto a strade con banchina di sosta, uscite ed entrate con svincoli che non passano in un centro abitato come ad esempio l’A11 o la Fi-Pi-Li: avevamo deciso di ricorrere perché è evidente che la Declassata non presenti tali caratteristiche. Il ricorso intendeva portare all’attenzione dei giudici l’illegittimità della riclassificazione da strada extraurbana secondaria a strada extraurbana principale, dal momento che il tratto in questione attraversa il centro abitato di Prato come da delibera di Giunta comunale ad oggi valida ed efficace”. Secondo Point Studio “solo la legge avrebbe potuto stabilire una eccezione alla deroga al principio secondo cui una strada che attraversa un centro abitato deve essere considerata comunale e urbana, ma i giudici amministrativi non hanno ritenuto che la circolare si ponesse in contrasto con la normativa primaria”.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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