“Acca ha perso un fatturato pari a 400mila euro da quando è cominciato il picchetto di Sudd Cobas ma ha pagato anche l’ultima mensilità in corso ai propri dipendenti”. L’azienda di logistica a gestione cinese, al centro di una dura vertenza dopo l’annuncio di 95 licenziamenti, traduce in euro l’impatto delle iniziative del sindacato che contesta la dismissione dell’attività sostenendo che, nella realtà, si tratti di un’azione finalizzata alla riapertura sotto un altro nome, allo scopo di disfarsi dei lavoratori che hanno ottenuto un contratto regolare in seguito alle rivendicazioni sindacali.
In un comunicato stampa, l’azienda spiega di aver ricevuto “numerose richieste di risarcimento danni” e che “attualmente nel magazzino ci sono circa duemila colli per un valore di oltre due milioni di euro che dovranno essere risarciti se non verranno consegnati entro il 15 luglio”.
Uno dei nodi della faccenda, dall’inizio del picchetto, sta proprio nella merce stoccato nel magazzino di via Copernico a Seano, sede della Acca; si tratta di merce proveniente dai pronto moda cinesi del distretto e pronta per essere spedita ai clienti finali. Pronta ma bloccata. “La prossima settimana – annuncia l’azienda – verrà convocata l’assemblea dei soci alla quale verrà sottoposta la scelta o di procedere con una composizione negoziata della crisi o con l’accesso ad una liquidazione giudiziale”. Acca è da tempo sotto amministrazione giudiziale in seguito al procedimento penale che ipotizza presunte frodi fiscali per 71 milioni di euro. “Il custode delle quote – precisa l’azienda – è stato nominato dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Prato nel procedimento penale che ha interessato Acca. Certo è che il picchettaggio illegale di Sudd Cobas, che rappresenta poco più di un terzo dei dipendenti, ha quasi azzerato la possibilità di una soluzione della crisi diversa dalla liquidazione giudiziale, questo è un fatto e non possiamo non tenerne conto”.
La società torna anche sulla decisione del tribunale civile che nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta, presentata tramite procedura d’urgenza, di ordinare la fine delle manifestazioni sindacali al fine di riprendere l’attività di logistica e avviare la spedizione delle merci: “Non corrisponde al vero che il tribunale abbia dichiarato la legittimità delle azioni del sindacato rigettando il ricorso presentato da diversi clienti di Acca. Il ricorso è stato rigettato per una presunta carenza di uno dei presupposti previsti dalla legge, per il quale pende reclamo presso lo stesso tribunale. Risponde invece al vero che la procura non ha ritenuto legittime le azioni di Sudd Cobas tant’è che ha aperto a carico di dieci militanti un procedimento penali per violenza privata”. (nadia tarantino)
Riproduzione vietata