“La condotta di Sudd Cobas è illegittima”. Lo ha detto il giudice del lavoro di Pisa che ha accolto il ricorso di 14 pronto moda contro il picchetto che da quasi un mese va in scena davanti all’azienda di logistica Acca, in via Copernico a Seano, come forma di protesta contro l’annuncio di 95 licenziamenti. Cosa significa? Significa che in attesa dell’udienza per la discussione, fissata il 24 luglio, Sudd Cobas dovrà porre fine a qualsiasi iniziativa che impedisca il ritiro delle merci attualmente stoccate nel magazzino. La decisione del giudice del lavoro di Pisa, a cui alcuni dei pronto moda decisi a far valere le proprie ragioni si sono rivolti in quanto il sindacato ha sede legale a Pontedera, segna un passo diverso rispetto a quella presa nei giorni scorsi dal giudice civile di Prato che aveva respinto la richiesta di smobilitare il picchetto. “Sudd Cobas – il commento dell’avvocato Tiziano Veltri che assiste i pronto moda con il collega Filippo Bacherini – ha ora due possibilità: rispettare l’ordine del giudice e lasciare riprendere tutta la merce contenuta nell’hub di Acca o intraprendere una deriva anarchica che non tenga conto del provvedimento emesso dalla magistratura”. La vertenza si è trasformata in una telenovela con colpi di scena ad ogni puntata: nessuno degli attori – il sindacato da una parte e Acca con i suoi clienti dall’altra – ha intenzione di arretrare. Sudd Cobas difende con le unghie e con i denti i posti di lavoro, Acca accusa i picchetti di aver portato la crisi aziendale ad un punto di non ritorno, i pronto moda, legati all’azienda di logistica da un contratto per lo stoccaggio e la spedizione dei loro capi di abbigliamento ai clienti finali, reclamano la restituzione della merce per provvedere all’invio attraverso altri vettori.
Come spiega l’avvocato Veltri, “il provvedimento del giudice del lavoro di Pisa condivide l’operato della procura che, una paio di settimane fa, aveva disposto il sequestro preventivo di una parte della merce”.
Secondo il giudice del tribunale di Pisa, i motivi dei pronto moda sono validi e con tutti i requisiti necessari per sostenere ‘l’ex art 700 cpc’, vale a dire il provvedimento di urgenza che interviene se non sono possibili altre vie cautelari utili a proteggere dal rischio di un danno irreparabile durante i tempi del processo. In questo caso, è stata riconosciuta una ragione in particolare tra quelle illustrate dagli avvocati degli imprenditori: le merci altro non sono che capi di abbigliamento della collezione estiva 2026 che, se non immessi immediatamente sul mercato, sono destinati a perdere il loro valore se non addirittura a diventare invendibili. Da qui il riconoscimento, da parte del giudice, di un danno alla proprietà di soggetti – i pronto moda – che nulla hanno a che fare con la vertenza in corso contro Acca di cui sono semplici clienti.
Forti del ‘pezzo di carta’ firmato dal giudice di Pisa, gli imprenditori puntano a recuperare quanto prima ciò che gli appartiene. L’avvocato Veltri ha notificato il provvedimento a Sudd Cobas chiedendo se intende rispettare quanto è stato deciso o se sarà necessario agire in modo forzato, il che significa chiedere l’intervento della polizia per poter ritirare la merce che sta nel magazzino.
Il sindacato ha annunciato che contesterà la decisione del giudice del lavoro di Pisa e smonterà “le menzogne dell’azienda”. “Questo provvedimento – le parole di Luca Toscano – ci lascia a bocca aperta. Si tratta di un provvedimento che va nella direzione opposta rispetto a quello di pochi giorni fa emesso da un altro giudice, quello civile del tribunale di Prato. Contesteremo tutto, replicheremo alle bugie raccontate. Deve allarmare un fatto: viene messo in discussione lo Stato di diritto”. Di più: “Il tribunale di Pisa cancella in un colpo il diritto di difesa e il diritto di sciopero – dice Luca Toscano – il giudice ha preso per buone le posizioni di Acca senza ascoltare le nostre”. E una domanda: “Siamo una Repubblica fondata sul lavoro o sui saldi”? Chiara la provocazione del sindacato che apre una riflessione sullo sviluppo di una battaglia che a breve potrebbe arrivare ai titoli di coda se il 24 luglio, al tribunale di Pisa, la decisione di oggi troverà conferma.

Sudd Cobas ha intrapreso la battaglia contro l’azienda di logistica il 18 giugno: una tutela per i lavoratori che, secondo il sindacato, sono vittime di “una finta chiusura dell’attività che aprirà sotto un’altra veste ma senza gli operai che sono stati regolarizzati dopo una precedente vertenza”. In queste settimane di picchetti, proteste e assemblee pubbliche, il sindacato autonomo ha denunciato lo svolgimento di operazioni di carico e scarico delle merci in mezzo alla strada: “Si fa per strada, su suolo pubblico – la denuncia – quello che prima si faceva dentro il magazzino della Acca”. E mentre ieri l’azienda ha stimato un danno di 400mila euro di mancato fatturato a causa delle iniziative sindacali, il tavolo istituzionale aperto dal presidente della Provincia con l’adesione dei sindaci di Prato e di Carmignano, sta muovendosi per arrivare ad una soluzione che tuteli i posti di lavoro. (nadia tarantino)
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