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Vertenza Acca, i pronto moda contro il rigetto della richiesta di stop dei picchetti: già depositato il ricorso al tribunale civile


Gli imprenditori hanno dato mandato all'avvocato Veltri di insistere per mettere fine a qualsiasi forma di protesta che blocca o rallenta le spedizioni della merce. "Al rigetto delle nostre richieste, il sindacato ha risposto con il fermo di un autoarticolato carico di pacchi"


Nadia Tarantino


Continua il braccio di ferro tra Sudd Cobas e gli imprenditori cinesi in seno alla vertenza Acca srl, l’azienda di logistica con sede a Seano che da tre settimane è al centro di scioperi, picchetti e proteste contro i 95 licenziamenti annunciati. I titolari dei pronto moda – clienti di Acca – hanno dato mandato all’avvocato Tiziano Veltri di depositare reclamo dopo che il giudice civile del tribunale di Prato, venerdì scorso, ha rigettato la richiesta di mettere a fine a qualsiasi forma di manifestazione che blocca o rallenta le spedizioni delle merci ancora stoccate nello stabilimento di logistica.
“La conseguenza del rigetto delle richieste degli imprenditori – viene spiegato – è stato il blocco, da parte di Sudd Cobas, di un autoarticolato che trasportava merce”. Sono determinati, gli imprenditori, ad ottenere ‘il foglio’ che obblighi sindacalisti e attivisti a rimuovere presidi e picchetti per consentire la ripresa della normale attività svolta da Acca.
Il fronte è durissimo da una parte e dall’altra anche dopo che la procura ha ordinato il sequestro preventivo delle scatole depositate nello stabilimento di Seano, per eseguire il quale la polizia ha dovuto sgomberare il presidio, e anche dopo l’iscrizione sul registro delle notizie di reato di una decina di appartenenti al sindacato a carico dei quali viene ipotizzata la violenza privata.  
I pronto moda non ci stanno a vedere i loro beni bloccati, soprattutto perché si tratta – hanno detto a più riprese – di merce già destinata a clienti finali e destinata a perdere tutto il suo valore se non consegnata entro i prossimi giorni. Una posizione contrastata dal sindacato: “E’ in corso uno sciopero e lo sciopero blocca l’attività, proprio come succede agli aerei che restano a terra se i lavoratori incrociano le braccia”.
All’origine della vertenza i 95 posti di lavoro che rischiano di andare persi con la cessazione di Acca obbligata, dice l’azienda, dallo sfratto che ha interessato la sede. Per Sudd Cobas, invece, si tratta di una finta chiusura per poter riaprire con un altro nome da qualche altra parte liberandosi di quegli operai iscritti al sindacato e titolari di contratti di lavoro regolari dopo le battaglia sindacali dei mesi scorsi.     

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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