Mentre il Tavolo istituzionale convocato dal presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, si è riunito per la prima volta oggi, mercoledì primo luglio, per affrontare la dura vertenza che da due settimane contrappone il sindacato autonomo Sudd Cobas all’azienda di logistica Acca srl che ha annunciato la chiusura dell’attività e il licenziamento di un centinaio di operai (ascolta le interviste in coda all’articolo), gli ottanta titolari dei pronto moda del distretto pratese, in larga parte cinesi, insistono: vogliono una soluzione per le merci di loro proprietà stoccate nello stabilimento della Acca, in via Copernico a Seano, off limits per via del presidio sindacale permanente. Gli imprenditori, che non sono stati invitati al Tavolo in Provincia e che non hanno nascosto il loro disappunto per questo, chiedono l’intervento delle istituzioni e chiedono di essere considerati per quello che sono: soggetti che stanno subendo un danno. Di più: hanno diffidato la prefettura a non rimanere inerte dopo la richiesta dei giorni scorsi – ancora senza risposta – di convocare il Tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. In un comunicato diffuso per mezzo dell’avvocato Tiziano Veltri, i pronto moda sollecitano la prefettura, sollecitano soluzioni, chiedono tutele. “In qualità di imprenditori che nulla hanno a che fare con la vertenza Sudd Cobas/Acca – si legge – chiediamo con forza il ripristino della legalità da parte delle istituzioni con conseguente riconsegna delle merci sequestrate dal sindacato il 18 giugno. Se le merci non arriveranno a destinazione il 10 luglio, non saranno più accettate dai clienti finali”.
I titolari dei pronto moda mettono sul piatto un’altra questione: il posto di lavoro dei loro dipendente. “Posti a rischio licenziamento – fanno sapere – riteniamo che non esistano lavoratori di serie A iscritti a Sudd Cobas e lavoratori di serie B che fanno valere i propri diritti senza l’uso della violenza. Noi accettiamo di rinunciare a una parte della nostra libertà in favore dello Stato, in quanto lo Stato si fa garante di mantenere ordine e sicurezza – si legge nella nota – se chiunque agisse come da anni agisce liberamente Sudd Cobas, torneremmo ad essere homo homini lupus. Noi non vogliamo la legge del più forte ma una legge uguale per tutti, anche per i Sudd Cobas”.
Il Tavolo istituzionale, che segue la scia dell’esperienza inaugurata per la vertenza della stireria L’Alba, ha messo in campo i primi elementi che potrebbero, in prospettiva, partorire soluzioni. La strada non è facile, per nulla. e tutti ne sono consapevoli, dal presidente Calamai ai Comuni di Prato e di Carmignano che hanno aderito. Il contenuto dell’incontro e lo sviluppo della vertenza saranno resi noti stasera, alle 20, nel corso di un’assemblea pubblicasarà reso pubblico alle 20, nel corso di un’assemblea pubblica indetta dal sindacato davanti alla sede di Acca.
Riprese video di Alessandro Fioretti
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