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Vernio approva il bilancio 2026-2028: priorità a sicurezza del territorio e scuole. Invariati i tributi


Investimenti per oltre 12 milioni di euro nel triennio, con 5 milioni destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico e interventi su strade, ponti e patrimonio culturale


Alessandra Agrati


Il Consiglio comunale di Vernio ha approvato lunedì 29 dicembre il Bilancio di previsione 2026-2028 e il Programma triennale delle opere pubbliche, confermando un orientamento deciso verso la tutela del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico. Per il 2026 restano invariati i tributi comunali. Il piano delle opere pubbliche prevede investimenti complessivi di circa 12,5 milioni di euro, di cui oltre 5 milioni destinati a interventi di sicurezza: messa in sicurezza di versanti montani, strade comunali, ponti e fossi, mitigazione del rischio idrogeologico, sistemazione di frane e tutela del patrimonio forestale. Oltre alla sicurezza, il bilancio include opere di edilizia scolastica e pubblica. Tra i principali interventi figurano la costruzione del nuovo plesso delle scuole elementari di Montepiano, con un investimento di 3 milioni, e l’adeguamento antisismico dell’Istituto Pertini. Previsti anche lavori di efficientamento energetico e messa in sicurezza per il Casone dei Bardi e il Museo Ex Meucci, il consolidamento dell’Oratorio di San Niccolò di Bari, il rifacimento del ponte di Terrigoli e l’adeguamento del nuovo magazzino comunale. La sindaca Maria Lucarini ha sottolineato l’importanza della programmazione: «Oltre 5 milioni di euro sono destinati alla sicurezza del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. È una scelta prioritaria per una comunità montana come la nostra. Allo stesso tempo ribadiamo la necessità di criteri più giusti nella legge per la montagna, perché territori fragili come il nostro non vengano penalizzati». Nel corso della stessa seduta, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno per sollecitare il Governo su criteri di classificazione più equi per le zone montane e sul rafforzamento delle risorse del Fondo per la Montagna. L’atto evidenzia il rischio che molti comuni appenninici perdano la classificazione montana, con conseguenze negative su servizi, sviluppo e contrasto allo spopolamento.

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