“La Val di Bisenzio non ha bisogno di annunci. Ha bisogno di decisioni, risorse vere, tempi certi e soprattutto di una cosa che manca da troppo: assunzione di responsabilità. E se dopo 25 anni la Regione non è stata capace di garantire sicurezza e programmazione sulla Sr325, allora servirebbe almeno un gesto di onestà: alzare bandiera bianca, ammettere il fallimento e chiedere formalmente di trasferire la gestione allo Stato, perché questa vallata non può restare ostaggio dell’incapacità di chi governa.” A dirlo Matteo Mazzanti, segretario provinciale FdI, Giovanni Sardi, capogruppo FdI in Provincia di Prato, Marco Curcio, capogruppo FdI in Consiglio comunale a Vernio, Emanuela Paci, coordinatore comunale FdI Vaiano e consigliere comunale, e Christian Gramigni, coordinatore comunale FdI Cantagallo. Critica che arriva dopo il nuovo sopralluogo organizzato “per fare il punto” sulla mobilità in Val di Bisenzio, con la partecipazione di esponenti regionali e provinciali riconducibili all’area PD e dei sindaci della vallata, anch’essi espressione della stessa filiera politica: “Se si tratta di un’iniziativa istituzionale sulla mobilità di un territorio, allora deve essere istituzionale fino in fondo, non a geometria variabile. Perché, infatti, è stato coinvolto il consigliere regionale Matteo Biffoni, eletto nel collegio di Prato, e non è stata coinvolta anche Chiara La Porta, anch’essa consigliera regionale eletta nello stesso collegio (Prato e provincia)? Con quale logica si selezionano gli interlocutori, quando si parla di infrastrutture e servizi che riguardano tutti i cittadini, non una sola parte? Se la risposta è che si trattava di una visita “politica”, allora la si chiami per quello che è. Ma se la visita viene presentata come “istituzionale”, non può diventare un evento di parte.”
Gli esponenti di FdI entrano poi nel merito delle criticità infrastrutturali, a partire dalla Sr325, indicata come il simbolo di una gestione fallimentare che dura da decenni. “La Sr325- spiegano – è insicura da anni e i collegamenti ferroviari restano deboli: non è un problema nato ieri. È una criticità strutturale che la vallata subisce da troppo tempo.” Un passaggio centrale riguarda proprio le responsabilità istituzionali sulla strada regionale. “Sulla Sr325 c’è un dato che va detto senza giri di parole: dal 2001 la competenza è della Regione Toscana. Sono 25 anni. Venticinque anni in cui si sono succeduti annunci, tavoli, sopralluoghi, studi e ‘ipotesi di viabilità alternativa’.” Secondo Fratelli d’Italia, il punto è evidente e sotto gli occhi di tutti. “E allora la domanda che si fanno famiglie, pendolari e imprese è una sola, semplicissima: in 25 anni, cosa hanno fatto davvero?” Il documento sottolinea come continuare a parlare di valutazioni e alternative non sia più accettabile. “Se dopo un quarto di secolo siamo ancora qui a parlare di ‘alternative’ e ‘valutazioni’, il problema non è la complessità: è il tempo perso.”
Accanto alla viabilità stradale, FdI punta il dito anche contro il peggioramento dei servizi di trasporto pubblico. “Mentre si fanno passerelle sulla Sr325 e sul treno, i cittadini vedono peggiorare anche i servizi essenziali: un trasporto pubblico locale su gomma sempre più fragile e incerto, soprattutto nelle aree periferiche come la vallata.” Una situazione che il partito collega direttamente alle scelte regionali. “Da quando è stato imposto il modello Autolinee Toscane, voluto dall’allora governatore Enrico Rossi (Pd), il servizio è peggiorato, penalizzando in particolare i territori più periferici.”
Nel documento si richiama infine anche la sanità territoriale, con un giudizio altrettanto critico. “Sulla sanità territoriale il copione è identico: arretramenti e decisioni che ricadono sempre sugli stessi, come dimostra la riorganizzazione della guardia medica notturna a Vernio, che nei fatti ha lasciato la comunità più scoperta proprio nelle ore più delicate.”
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