E’ una storia di un’amicizia davvero particolare quella che è al centro della nuova tappa del cammino di conoscenza e approfondimento sul tema «giustizia riparativa» promosso dalla Caritas diocesana di Prato. Domani, sabato 15 novembre, alla Biblioteca Lazzerini, è in programma un convegno dedicato a questa esperienza di riparazione e riconciliazione, aperto a tutti gli interessati. La prima parte sarà dedicata al racconto di una testimonianza. Saranno presenti Claudia Francardi e Irene Sisi, protagoniste di un percorso davvero esemplare e significativo. Una notte di quattordici anni fa, vicino a Grosseto, un’auto con quattro amici reduci da una festa viene fermata da una pattuglia dei carabinieri. Matteo Gorelli, uno dei giovani, reagisce con violenza aggredendo i militari. L’appuntato Antonio Santarelli rimane gravemente ferito ed entrerà in coma per le lesioni riportate. Morirà tredici mesi dopo, lasciando la moglie e un figlio, mentre l’altro carabiniere perderà un occhio. Matteo, poco più che maggiorenne, viene condannato all’ergastolo. Questa storia di dolore e disperazione per le famiglie delle persone coinvolte è diventata anche una storia di amicizia tra Claudia, moglie del carabiniere Antonio, e Irene, madre del giovane detenuto Matteo. Le due donne domani racconteranno la loro vicenda e come hanno deciso di affrontare e superare insieme quanto è accaduto nelle loro vite quindici anni fa. Insieme hanno dato vita all’associazione AMICAino e Abele, con la quale promuovono iniziative di educazione alla legalità nelle scuole. Lo stesso lavoro che ormai da tempo sta portando avanti la Caritas diocesana, che ha aderito a un progetto sperimentale di Caritas italiana e ha istituito un tavolo di lavoro su questo tema.
Tornando al convegno, nel pomeriggio, dalle 12 alle 16, ci sarà un cineforum con la proiezione di un film sulla giustizia riparativa con dibattito a seguire.
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