Un vero e proprio regalo di Natale per il Museo Italiano di Scienze Planetarie, che alla fine del 2025 ha ricevuto una donazione di eccezionale valore scientifico e culturale dal collezionista pratese Mauro Bernocchi. Si tratta di oltre 5.500 campioni mineralogici, che vanno ad ampliare in modo significativo le già prestigiose collezioni del Museo. Non è la prima volta che Bernocchi sceglie di condividere il frutto della sua passione: negli anni scorsi aveva già donato 234 esemplari di grande interesse estetico e scientifico. Con questa nuova acquisizione, la Collezione Bernocchi raggiunge un totale di 5.778 campioni, in gran parte micromount, ovvero minerali le cui caratteristiche sono apprezzabili soprattutto attraverso l’osservazione al microscopio. Il valore della raccolta è accresciuto dall’ampiezza e dalla varietà delle provenienze: i campioni arrivano infatti da 274 siti toscani, distribuiti in diverse aree della regione, dalle Alpi Apuane al Monte Amiata, dall’Isola d’Elba alla Montagnola Senese, fino alle storiche e celebri località minerarie della Maremma. La donazione è stata formalizzata alla fine di dicembre 2025 con un accordo tra il direttore del Museo, Marco Morelli, e lo stesso Bernocchi. Un ulteriore elemento di grande interesse è rappresentato dalla presenza di un archivio digitale che accompagna la collezione: per ogni campione sono disponibili schede identificative dettagliate, indicazioni precise sulla località di provenienza e fotografie realizzate al microscopio. Si tratta di un aspetto di enorme rilievo scientifico, soprattutto perché molte delle località di raccolta non sono più accessibili o risultano oggi difficilmente reperibili, sia sul territorio che sul mercato mineralogico. Informazioni così complete e accurate, spesso assenti in altre collezioni, rendono il fondo Bernocchi una risorsa preziosa per la ricerca. «Questa donazione è un gesto di grande generosità e lungimiranza – sottolinea Marco Morelli –. Mauro Bernocchi affida alla città un tesoro scientifico unico. I campioni sono stati raccolti personalmente, soprattutto tra gli anni Settanta e Novanta, quando la passione per la ricerca portava ad affrontare sacrifici, fatica e condizioni difficili pur di raggiungere siti minerari remoti. Gli esemplari donati raccontano una parte fondamentale della storia geologica e mineraria della Toscana». «Sono orgoglioso di affidare questi minerali al Misp – conclude Mauro Bernocchi – un luogo di eccellenza per la conservazione e la valorizzazione delle conoscenze mineralogiche. Spero che lo studio di questi campioni possa ispirare i giovani e le nuove generazioni di scienziati e appassionati».
Riproduzione vietata