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Un viaggio in fondo al mare lungo 16 metri: il murale degli studenti del Brunelleschi alla Rsa Pio istituto Santa Caterina De’ Ricci


Gli studenti della 3 F hanno progettato e realizzato il murale confrontandosi per la prima volta con un vero committente: dalla presentazione dei progetti alla scelta dell’opera, fino alla pittura del grande corridoio


Alessandra Agrati


Un pesce che attraversa il mare e, lungo il suo percorso, incontra oggetti e simboli che raccontano le diverse stagioni dell’esistenza. È questa l’idea che oggi corre lungo le pareti della Rsa Pio istituto santa Caterina De’ Ricci, trasformando un lungo corridoio di passaggio in un luogo da guardare, attraversare e vivere. Un’opera di 2,3 metri per 16, realizzata dagli studenti e dalle studentesse della classe 3F di Arti Figurative del liceo artistico Umberto Brunelleschi di Montemurlo, oggi in 4F.
Il murale è nato nell’ambito delle attività ex alternanza scuola lavoro), dello scorso anno scolastico. Il tema affidato ai ragazzi era “Il flusso della vita” e tra i diversi progetti elaborati è stato scelto quello di Martina Rossi, intitolato “La vita in fondo al mare”. Un racconto per immagini nel quale un pesce diventa il filo conduttore di un viaggio attraverso oggetti simbolici, ciascuno legato a una diversa fase della vita. Ma per gli studenti non si è trattato semplicemente di dipingere una grande parete. Prima c’è stata l’ideazione, poi la progettazione, la presentazione del lavoro e la scelta da parte della Rsa, quindi il passaggio dal progetto alla superficie reale. Infine, pennelli e colori, fino alla conclusione dell’opera alla fine di giugno.
“Con questo progetto abbiamo dato la possibilità ai ragazzi non solo di realizzare un murale, ma di fare un vero e proprio progetto sottoposto a una commissione, come se fosse un vero committente”, spiega la dirigente scolastica Maria Grazia Ciambellotti.


Un’esperienza che, per la Rsa, ha rappresentato anche un modo per aprire le porte della struttura a studenti con una formazione diversa da quella sanitaria. “Collaboriamo da sempre con gli istituti professionali che preparano gli Oss e figure sanitarie, questa volta ci siamo spinti oltre coinvolgendo un liceo per far conoscere anche a loro l’altra faccia delle residenze sanitarie”, racconta Riccardo Petrini, direttore della Rsa. Il corridoio della struttura è così diventato il laboratorio finale. Un ambiente quotidianamente attraversato dagli ospiti, dagli operatori e dai visitatori, che ora accompagna il passaggio con un lungo racconto colorato. Per i ragazzi è stata una prova di autonomia e responsabilità: trasformare un’idea in un progetto, confrontarsi con una commissione e con un committente reale e infine realizzarla, centimetro dopo centimetro, su una parete destinata a essere vista ogni giorno. Il risultato è un’opera pensata non soltanto per riempire uno spazio, ma per dialogare con chi quello spazio lo vive. E forse è proprio questo il passaggio più importante compiuto dagli studenti: uscire dall’aula e misurarsi con un luogo reale, con le sue persone, le sue esigenze e le sue storie.

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